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Il significato delle parole

Per comunicare in modo corretto, occorre scegliere le parole giuste. E dove si trovano questi strumenti di comunicazione? Nel VOCABOLARIO, cioè il volume che contiene tutte le parole della lingua. L'insieme delle parole di una lingua costituisce il LESSICO. In base al loro significato, le parole si raggruppano in CAMPI SEMANTICI ( parole della stessa area di SIGNIFICATO ( fiorista, fiore, fioriera ). Con i SINONIMI arricchiamo e rendiamo più esatto il nostro lessico ( casa, edificio, stabile). I CONTRARI ampliano il lessico ( dolce - salato, alto -basso).

Spiegazione grammaticale

Il significato delle parole

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Prendere la parola: IL LESSICO

Per comunicare occorre il lessico giusto. L'insieme delle parole di una lingua costituisce il lessico. Il termine lessico deriva dal greco "lexis“, parola. Si può essere ricchi o poveri di lessico, cioè conoscere molte o poche parole, perciò, più parole conosciamo e più riusciamo a descrivere e comunicare meglio la realtà.Ma il lessico non è un elenco fisso e immutabile di parole, al contrario esso è in continua trasformazione. La lingua, come la realtà, è soggetta a cambiamenti: parole nuove entrano velocemente nell'uso quotidiano. Pensiamo a parole recenti come esodato, no-global, mobbing, impiattare, eurocent, eurolandia, eurozona, bioterrorismo. Altre sono cadute in disuso, chi userebbe oggi la parole palafreno per indicare un cavallo?

  • Quante?

Gli studiosi della lingua italiana ne contano da 60.000 a 120.000. È difficilissimo conoscere il significato di tutte le parole contenute nel vocabolario,la maggior parte infatti sono termini specialistici, che appartengono alle diverse professioni e scienze. Le persone colte ne conoscono dalle 10.000 alle 20.000; un ragazzo che inizia la Scuola Media ne conosce all'incirca un migliaio, ma ne usa solo poche centinaia. Un lessico è composto di parole di uso quotidiano e comune che si definiscono ad alta frequenza, di parole meno comuni, ma necessarie per poter leggere e comprendere un libro o un giornale, parole a media frequenza; infine, parole più rare e meno usate,quelle a bassa frequenza.

  • A cosa serve arricchire il lessico?

Avere un lessico ricco serve soprattutto a comprendere esattamente una comunicazione espressa con un linguaggio formale, come la lezione di un insegnante, una notizia del telegiornale, il discorso di un politico ecc.In secondo luogo serve per leggere e capire un libro, un annuncio economico, un articolo di giornale, un documento e così via. Infine, ma non ultimo, possedere un buon bagaglio lessicale, è indispensabile per comunicare con gli altri, sia parlando che scrivendo, nel modo più chiaro ed efficace, cioè senza fraintendimenti.

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Il vocabolario o dizionario

Tutti conosciamo o abbiamo visto un vocabolario. Ma la domanda è: che cosa è un vocabolario, a cosa serve, come si usa? Per imparare ad usare le parole giuste dobbiamo usare lo strumento “giusto”. Per esempio il vocabolario, che deriva da “vocabolo” cioè parola. Per imparare parole nuove, non bisogna certo imparare tutti i termini a  memoria. Ogni volta che, incontriamo una parola sconosciuta, ricorriamo al vocabolario: li troveremo la definizione, il “che cosa vuol dire” della parola sconosciuta; avremo così imparato una nuova parola. Un vocabolario è un grosso volume che contiene quasi tutte le parole di una lingua; non tutte, perché ciò è impossibile, se non altro per i continui arricchimenti a cui la lingua va soggetta. Gli autori dei vocabolari sono dei linguisti studiosi del lessico, o lessicologia. Il loro lavoro consiste in una ricerca paziente, che dura anni interi, di tutti gli usi delle parole che ricorrono nel parlato o nei testi scritti. Tutto il materiale linguistico raccolto viene raggruppato in schede corrispondente ad ogni voce (o entrata ) destinata ad entrare nel vocabolario. Non tutte le parole esistenti saranno prese in considerazione, perché molte sono di uso specialistico ( biologia, diritto ecc ), e poi perché ogni autore segue nella compilazione di un vocabolario dei criteri particolari. Per esempio fino ad alcuni decenni fa e soprattutto durante il regime fascista, non si sarebbero introdotte parole straniere, anche se comunemente usate. Oggi invece un lessicologo potrebbe ritenere inutile riportare parole ormai scomparse dall'uso o varianti di parole comuni, ma ne riporterà sicuramente altre anche se antiche qualora vengano ancora usate, sia pure in senso ironico come messere, madonna, pulzella. come si usa il vocabolario.

Conosciamo il linguaggio del dizionario

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"Nell'appartamento in cui vivevo coi fratelli e i genitori,

la cucina era il locale che amavo di meno e dove abitavo di più.

Al levar delle mense, i mie libri di scuola prendevano il posto dei piatti.

Cosa fosse la buona tavola, io non lo sapevo".

È l'inizio di un libro di uno scrittore di successo: non si incontrano leggendolo, frequenti difficoltà. Il lessico risulta chiaro e non si sente la necessità di consultare il dizionario, strumento indispensabile per comprendere chiaramente il significato delle parole. Strumento che diventa utilissimo quando si incontrano, leggendo, frasi ricche di termini difficili o di uso raro. Le parole quando sono registrate nel dizionario, si chiamano LEMMI. Se consideriamo il brano di Castellaneta: le parole in esso contenute si possono ritrovare sul dizionario, in prevalenza come lemmi; altre parole vi sono contenute come FORME.

Usiamo il brano come esempio per capire la differenza fra lemma e forma.

Nell' (= nello) nel dizionario troviamo la forma NELLO con la sigla : prep. Art. ( abbreviazione di preposizione articolata)

Appartamento nel dizionario troviamo la parola, con la sigla: s.m. ( abbreviazione di sostantivo maschile)

In nel dizionario troviamo la forma in con la sigla prep. Semplice ( abbreviazione di preposizione semplice)

Cui nel dizionario troviamo la parola, con la sigla: pron. Rel. ( abbreviazione di pronome relativo)

Vivevo nel dizionario troviamo l'infinito vivere, con la sigla: v. ( abbreviazione per verbo)

Coi nel dizionario troviamo la parola con la sigla: prep. Art.

Fratelli nel dizionario troviamo la parola fratello, al singolare

E nel dizionario troviamo la forma, seguita dalla sigla: cong. ( abbreviazione per congiunzione)

I nel dizionario troviamo la forma, accompagnata dalla sigla: art. det. m. pl. ( abbreviazione di: articolo determinativo maschile plurale)

Genitori nel dizionario troviamo la parola genitore; al singolare

La forma autonoma: art. det. f. sing.

Cucina troveremo la parola con la sigla: s.f. ( abbreviazione di sostantivo femminile)

Era nel dizionario troviamo l'infinito essere

Il forma autonoma

Locale forma autonoma

Che forma autonoma

Amavo nel dizionario troviamo l'infinito amare

Di meno nel dizionario troviamo l'espressione meno, seguita dalla sigla avv ( abbreviazione per avverbio, e all'interno di essa, troviamo l'espressione di meno)

E forma autonoma: cong.

Dove forma autonoma: avv.

Abitavo nel dizionario troviamo l'infinito di abitare

Di più troveremo più: avv. All'interno della trattazione di più, troveremo l'espressione di più

Miei (libri) nel dizionario troviamo mio, seguito dalla sigla: agg. poss. (abbreviazione per aggettivo possessivo)

Miei ( tra i ) nel dizionario troviamo sempre mio, con la sigla pron. Poss.) posto in rilievo nella spiegazione aggettivo possessivo

Io nel dizionario la forma compare autonomamente, seguita dalla sigla: pron. Pers. m. e f ( abbreviazione che significa pronome personale maschile e femminile)

(non) Lo (sapevo) nel dizionario troviamo lo con la sigla: part. Pron. ( abbreviazione che significa particella pronominale).

Deduciamo dall'analisi che, le parole nel dizionario sono raccolte:

  • COME LEMMI, al singolare se sostantivi; al maschile singolare se aggettivi o pronomi; all'infinito se verbi;
  • COME FORME, cioè nell'esatta forma in cui compaiono nello scritto che stiamo esaminando.


Ecco un quadro riassuntivo delle possibilità di catalogazione delle parole del dizionario:

NEL DIZIONARIO COMPAIONO COME FORME

NEL DIZIONARIO COMPAIONO COME LEMMI

articoli

sostantivi (sing)

pronomi personali e relativi

aggettivi ( maschili singolari)

avverbi

pronomi dimostrativi, possessivi, indefiniti (maschile sing)

preposizioni semplici

verbi

preposizioni articolate

 

congiunzioni

 

interiezioni

 

esclamazioni

 

prefissi

 

suffissi

 

SFRUTTIAMO IL DIZIONARIO: LE NOZIONI DI GRAMMATICA

  • Leggere con attenzione il dizionario è un modo di ripassare fonetica, morfologia, analisi della frase e del periodo.

Dopo gli esempi fatti abbiamo capito che il dizionario è una vera Miniera. Contiene la sintesi delle nozioni grammaticali. Non può essere un sostituto della grammatica, ma come strumento scaccia – dubbi si. Meglio tenere un dizionario in casa

1) ORTOEPÍA (corretta pronuncia della parola). Il dizionario indica l'accento tonico ( che permette di leggere correttamente una parola, segnando la sillaba su cui cade l'accento). Ad esempio:

príncipi = sorvani

príncipi = basi, inizi

sulle e e sulle o toniche, il dizionario segna il suono aperto (   ) o il suono chiuso (  ). Ad esempio:

Mòzzo = marinaio giovane addetto ai servizi minori

Mòzzo= parte centrale della ruota che si lega all'abero.

2) divisione in sillabe: alcuni dizionari, per particolari parole la cui suddivisione in sillabe è difficoltosa, la indicano ( bri- ò- so).

3) Elisione: nei vocaboli soggetti ad elisione, il dizionario indica le possibilità in cui essa si verifica (quello – quell') e come la vocale soppressa venga sostituita dall'apostrofo.

4) troncamento: nei vocabolari soggetti a troncamento, il dizionario indica le possibilità in cui esso si verifica. Ad esempio : poco- po'; suora- suor ( davanti a nome).

5 radici e desinenze: le parole sul dizionario, sono spesso scomposte in radice ( il monema significante) e rispettiva desinenza

per esempio:

penetr – àbile penetr-anta

- àbilità - are

- àle - ativo

-amento - ato

-ànte - aziòne

6) prefissi e suffissi: le particelle che precedono una radice si chiamano prefissi; quelle che la seguono si chiamano suffissi. Sono invariabili, e modificano il significato delle parole stesse. Il dizionario li elenca.

Per esempio

COM + penetrabile IM + penetrabile

prefisso con ( m davanti a p e b) prefisso in ( m davanti a p e b)

penetrabile + MENTE

suffisso indicante avverbio di modo.

7) SOSTANTIVI nel dizionario sono indicati con l'abbreviazione s segnalano:

il genere: m ( maschile) o f ( femminile)

il numero: il sostantivo viene sempre dato al singolare maschile, ma nei casi in cui la parola sia irregolare, o abbia più forme, o un plurale un po' difficoltoso, viene indicato il plurale.

Camicia – cie – ce;

la mobilità, cioè la differente forma per il maschile e per il femminile, pur restando invariata la radice

leon-e/ essa;

e segnalano inoltre:

se è difettivo, cioè se ammette ad esempio solo la forma al plurale o quella al singolare

pantaloni, solo plurale;

se è sovrabbondante, cioè se ammette due forme di plurale

ginocchio – ginocchi / ginocchia;

se, avendo due plurali, essi hanno però significato diverso

i fili/ le fila;

se un nome è composto da vocaboli diversi ( arco + baleno = arcobaleno) e, nei casi difficili viene indicata anche la forma plurale

pomodoro- pomodori

I dizionari segnalano anche:

l'alterazione, cioè la deformazione del nome in senso accrescitivo, diminutivo, ecc.

 

gatto

gattino ( dim.) = diminutivo

gattone (acc.) = accrescitivo

gattuccio (vezz.) 0 vezzeggiativo

gattaccio (disp. O pegg.) = dispregiativo o peggiorativo;

che poi risulta la fusione, ad un'unica radice, di una serie di suffissi.

H) aggettivi: il dizionario consente anche di ripassare le nozioni sull'aggettivo indicato con l'abbreviazione agg. Indica:

i vari tipi di aggettivi ( possessivo, dimostrativo, ecc)

mio= agg. Poss.;

il comparativo e il superlativo irregolare

buono – migliore – ottimo

se è composto

filo+ sovietico = filosovietico

le eventuali alterazioni

bello – bellino- belloccio- bellone

le eventuali irregolarità nel plurale

quello-quelli (solo davanti a vocale, s impura, gn,pn, ecc)

a conclusione della voce relativa agli aggettivi qualificativi, compare il suffisso “mente”, che serve a formare l'avverbio di modo

grande – grandemente.

I ) Articolo, il dizionario distingue:

articoli determinativi e indeterminativi (abbreviazione art. det. E art. indet.);

genere

numero

il loro uso corretto

l) avverbio: il dizionario indica:

la categoria ( avverbio di luogo, tempo,quantità)

le locuzioni avverbiali

queste ultime, oltre che con avverbi, possono essere formati da:

preposizioni + aggettivo ( all'improvviso)

preposizione + sostantivo (di colpo)

sostantivo + sostantivo (passo passo)

aggettivo + aggettivo (bel bello)

aggettivo + preposizione + sostantivo ( tutt'ad un tratto)

oltre che sotto le voci avverbiali, si ritrovano anche sotto l'aggettivo o il sostantivo da cui sono formate.

M) preposizioni : la ricerca delle preposizioni sul dizionario aiuta nell'analisi logica, infatti, di ogni preposizione il dizionario fornisce gli esempi di un buon numero di complementi da esse retti; e per l'analisi del periodo offre esempi dei tipi di frasi introdotte dalle preposizioni.

N) pronome: col dizionario puoi distinguere:

la categoria ( pronomi personali, dimostrativi, relativi, ecc.) pronomi personali e relativi appaiono autonomamente, gli altri come lemmi ben evidenziati al termine del corrispondente aggettivo)

l'uso corretto (ad esempio, che, pronome relativo, solo come soggetto o complemento oggetto, raramente come preposizione).

O) verbo il dizionario indica: i lemmi dell'infinito. Poi individua:

la coniugazione di appartenenza

se è transitivo o intransitivo

se è riflessivo

se è irregolare o difettivo (in questo caso sono indicate le forme principali, forme irregolari o mancanti)

se è ausiliare.
 

 

 

 

 

 





Esercizi di italiano su il significato delle parole




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