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la comunicazione non verbale

La comunicazione non verbale è un aspetto essenziale del più vasto campo della comunicazione. Mentre parliamo, facciamo molte altre cose: gesti, movimenti, espressioni,con cui più o meno volontariamente comunichiamo con gli altri. A seconda che si tratti di segni intenzionali o di segni prodotti non intenzionalmente , avremo veri e propri segnali o semplici indizi. Nel loro insieme questi fenomeni formano il vastissimo campo della COMUNICAZIONE NON VERBALE, cioè non formate da parole. Gli animali, usano per comunicare segnali sonori, visivi, olfattivi e tattili. Anche se nell'uomo la comunicazione verbale, cioè fatta di parole, ha un'importanza predominante, essa non è sufficiente, infatti, parlare non basta.

Grammatica italiana


La comunicazione


Unita 1
la comunicazione
il segno
la classificazione dei segni
emittente e ricevente
il canale
il codice
il contesto
le funzioni della lingua
la comunicazione non verbale

Unita 2
il significato delle parole
il campo semantico
i sinonimi
i contrari
gli omonimi
le figure retoriche
Gli iperònimi e gli ipònimi
le figure retoriche

morfologia


Unita 3
la struttura dell'italiano

Unita 4
il verbo
verbi predicativi e verbi copulativi
verbi transitivi e verbi intransitivi
i verbi: persona e numero
verbo: i tempi del verbo
I modi del verbo
l'aspetto
La forma del verbo: attiva, passiva, riflessiva
La forma riflessiva
forma riflessiva apparente
forma riflessiva reciproca
verbi riflessivi pronominali
verbi impersonali
Verbi ausiliari
verbi ausiliari essere ed avere
verbi servili
verbi aspettuali e verbi causativi
la coniugazione
verbi difettivi
verbi sovrabbondanti

Unita 5
verbo: i modi finiti
l'indicativo e i suoi tempi
il presente
futuro semplice e futuro anteriore
l' imperfetto
il passato prossimo e passato remoto
il trapassato prossimo e il trapassato remoto
congiuntivo e i suoi tempi
condizionale e i suoi tempi
imperativo

Unita 6
verbo: i modi indefiniti
infinito e i suoi tempi
participio e i suoi tempi
gerundio e i suoi tempi
verbo analisi grammaticale
il verbo in sintesi

Unita 7
il nome
il nome comune, nome proprio, nome collettivo
primitivi, derivati,alterati,composti
il nome genere
il nome numero
nomi indipendenti
nomi di genere comunicare
formazione plurale dei nomi
il numero del nome
nomi invariabile
nomi difettivi
nome,analisi grammaticale
il nome in breve

Unita 8
l'articolo
l'articolo determinativo
articolo indeterminativo
articolo partitivo
analisi grammaticale
l'articolo in breve

Unita 9
l'aggettivo
funzione dell'aggettivo
la posizione dell'aggettivo
struttura dell'aggettivo
genere e numero
concordanza dell'aggettivo
aggettivi sostantivati
gradi dell'aggettivo qualificativo
grado superlativo

Unita 10
comparativi e superlativi organici
aggettivi determinativi
aggettivi possessivi
aggettivi dimostrativi
aggettivi identificativi
aggettivi indefiniti
aggettivi interrogativi ed escamativi
aggettivi numerali cardinali
aggettivi numerali ordinali
analisi grammaticale dell'aggettivo
l'aggettivo in breve

Unita 11
il pronome
il pronome e il testo
pronomi personali
pronomi personali soggetto
pronomi personali complemento
pronomi riflessivi
pronomi allocutivi di cortesia
pronomi possessivi
pronomi dimostrativi e identificativi
pronomi indefiniti
pronomi relativi
pronomi relativi invariabili
pronomi relativi variabili
pronomi doppi
pronomi esclamativi
analisi grammaticale del pronome
pronomi in breve

Unita 12
l'avverbio
la formazione dell'avverbio
tipi di avverbi
i gradi dell'avverbio
la posizione dell'avverbio
analisi grammaticale dell'avverbio
avverbio in breve

Unita 13
la preposizione
funzione della preposizione
preposizione proprie
preposizioni proprie e i complementi
locuzioni preposizionali
analisi grammaticale della preposizione
preposizione in breve

Unita 14
la congiunzione
vari tipi di congiunzione
congiunzioni coordinative
congiunzione subordinative
la congiunzione che
congiunzioni e preposizioni
congiunzioni e avverbi
analisi grammaticale
la congiunzione in breve

Unita 15
l'interiezione
analisi grammaticale
interiezione in breve

Unita 16
le onomatopee

sintassi


Unita 17
la sintassi della frase
la frase semplice o proposizione
il sintagma
il soggetto

Unita 18
il predicato
il predicato nominale
il predicato verbale
la frase nominale
il complemento oggetto
il posto del complemento oggetto
il complemento predicativo
il complemento predicativo del soggetto
complemento predicativo dell'oggetto
l'attributo
l'apposizione
come fare l'analisi logica

Unita 19
i complementi
classificazione dei complementi
complementi indiretti: caratteri generali
come distinguere i complementi
elenco dei complementi

Unita 20
la proposizione indipendente
vari tipi di proposizione
proposizioni enunciative
proposizioni interrogative
proposizioni esclamative
proposizioni volitive

Unita 21
sintassi della frase complessa
coordinazione e subordinazione
la coordinazione
le diverse forme di coordinazione
tipi di coordinate mediante congiunzione
la subordinazione
subordinate esplicite e implicite
paratassi e ipotassi
analisi del periodo

Unita 22
subordinate oggettive
subordinate soggettive
subordinate dichiarative
subordinate interrogative indirette
subordinate finali
subordinate causali
subordinate consecutive
subordinate temporali
subordinate concessive
subordinate comparative
subordinate avversative
subordinate modali
subordinate strumentali

Unita 23
subordinate esclusive
subordinate eccettuative
subordinate limitative
subordinate condizionali
subordinare relative
proposizione incidentali

Unita 24
discorso diretto e indiretto

fonologia


Unita 25
i fonemi dell'italiano
le vocali
le consonanti
le semiconsonanti, i dittonghi e i trittonghi
l-alfabeto italiano
la sillaba
l'accento
elisione e troncamento

Unita 26
la formazione delle parole
i morfemi
morfemi lessicali, grammaticali, modificanti
la derivazione
la suffissazione
la prefissazione

Unita 27
i verbi parasintetici
l'alterazione
Alterati lessicalizzati e falsi alterati
la composizione
i composti
i conglomerati

Unita 28
le parole frasi
le parole macedonia
prefissoidi e suffissoidi
prefissoidi
suffissoidi
famiglie di parole

Spiegazione grammaticale

La comunicazione non verbale

 

Il linguaggio non verbale è il modo di comunicare diverso dal linguaggio usuale, la persona si mette in relazione con gli altri. Della comunicazione non verbale fanno parte i gesti, le espressioni del volto, le posture.Il  grande limite del linguaggio non verbale di poter rappresentare solo il presente.La cinesica è lo studio della comunicazione non verbale e, in particolare quella che avviene attraverso i gesti, i movimenti e le espressioni del corpo.I messaggi del corpo come quelli linguistici non hanno un significato univoco , la loro interpretazione dipende dal contesto.

 

 

I messaggi emessi dal nostro corpo sono di tipo diverso: volontari e involontari .Si può considerare un messaggio:

 

  • volontario

* strappare un foglio di carta, sbattere la porta

 

  • involontario


* arrossire e impallidire;


 

“avere una brutta cera”, “essere ingrassati o dimagriti”; tra quelli che segnalano sentimenti e reazioni della nostra psiche sono compresi “abbassare o sgranare gli occhi”, “serrare le labbra o atteggiarle a un sorriso”. Tutti noi capiamo il significato di una “alzata di spalle” o di un “sorriso timido” proprio come capiamo una frase della lingua parlata.

 

 

 

Il tono, l’atteggiamento,la distanza, la gestualità e la mimica.


Il tono

Comprende tutti i modi in cui parliamo, trascurando, invece, il contenuto linguistico del discorso. Fanno parte del tono l’intonazione, il volume della voce, il ritmo , le pause; anche i suoni che non fanno parte propriamente della lingua, come sospirare, gemere,

schioccare la lingua. Esprimere il proprio pensiero urlando rappresenta una modo di parlare che ti da informazioni, per esempio, sullo stato di nervosismo o sul carattere iroso di chi parla. Il respiro profondo comunica, per esempio, lo sforzo di essere coraggiosi, la

paura di prendere una decisione, o semplicemente anticipa all’ascoltatore che qualcosa sta per succedere. L’atteggiamento Include tutte le posizioni del corpo e i suoi movimenti, come alzarsi o sedersi, tenere la schiena dritta o curva, accavallare le gambe, dondolarsi.

 


 

La distanza

Tra le persone nei rapporti reciproci e le variazioni di distanza durante l’azione sono significative. Per esempio avvicinarsi o allontanarsi, arretrare di un passo, parlare stando vicino all’ascoltatore, sono tutti elementi che forniscono ulteriori informazioni sul rapporto tra i due interlocutori. L’indietreggiare bruscamente può indicare meraviglia o desiderio di separarsi dall’ascoltatore, il parlare stando vicino può indicare invadenza e mancanza di rispetto, ma anche confidenza e intimità.

 

 

La gestualità

la gestualitaComprende, in generale, le possibili azioni eseguite dagli interlocutori e, in particolare, tutti i movimenti delle braccia e delle mani. Per esempio allargare le braccia, stringere i pugni, accendere una sigaretta, chiudere una finestra. Chiudere La porta prima di iniziare a parlarepuò significare che si vuol comunicare qualcosa di riservato, oppure semplicemente che si è infastiditi dalla corrente d’aria proveniente dal corridoio.  Spostare il peso da una gamba all’altra può significare imbarazzo, oppure impazienza e desiderio di interrompere un lungo discorso.   

 

 

 

La mimica

Comprende i movimenti e le espressioni che si manifestano su un volto, come corrugare la fronte, sorridere sotto i baffi, avere uno sguardo sfuggente. Per esempio, arricciare il naso e le labbra a contatto con un cibo o una bevanda poco gradevol

 

 

 

Il controllo delle situazioni

Il comportamento non verbale delle persone è legato anche al ruolo da esse svolto in ciascuna situazione. I movimenti possono indicare:

• stato di superiorità/inferiorità rispetto agli altri;

• stato di approvazione/disapprovazione nei confronti di quello che viene detto e fatto dagli altri.

 

- Per esempio, si manifesta la propria superiorità attraverso:

 la posizione delle varie parti del corpo: con la schiena eretta e il capo volto verso l’alto;

 l’espressione del volto seria e senza sorriso;

 il tono della voce sprezzante o direttivo;

 il tipo di abito, con cui si sottolinea il proprio status sociale elevato;

 lo sguardo diretto dall’alto verso il basso.

 

- Si dimostra la propria approvazione:

 con movimenti affermativi del capo;

 con un sorriso convinto;

 avvicinandosi all’interlocutore e toccandolo.

 

Gli atti cinetici (cioè quelli legati al movimento) sono molto importanti nella comunicazione umana: per esempio, mentre due persone che parlano al telefono hanno bisogno di intercalare la conversazione con molte parole (come “certo”, “davvero”, “interessante”), per informare l’altro che si sta ascoltando, in una conversazione faccia a faccia questa informazione viene spesso comunicata attraverso diverse reazioni cinetiche.

 

 

La prossemica

La prossemica studia l’uso dello spazio nelle diverse culture.

L’aspetto prossemico della comunicazione analizza i messaggi inviati con l’occupazione dello spazio. Il modo nel quale le persone tendono a disporsi in una determinata situazione, apparentemente casuale, è in realtà codificato da regole ben precise. Il termine è stato introdotto dall'antropologo E.T.Hall nel 1963 per indicare lo studio delle relazioni di vicinanza nella Comunicazione interpersonale.

 

Ognuno di noi tende a suddividere lo spazio che ci circonda in quattro zone principali:

  1. La distanza intima (0-45 cm ) in cui ci si abbraccia, ci si tocca e si parla sottovoce.

  2. La distanza personale (45-120 cm) tra amici.

  3. La distanza sociale (1,2-3,5 metri) tra conoscenti.

  4. La distanza pubblica (oltre i 3,5 metri) per le pubbliche relazioni.

 

Questa distanza è nota come “sfera prossemica” e possiamo raffigurarcela come una sorta di bolla di sapone che ci avvolge; se uno sconosciuto o un conoscente si avvicina troppo avvertiamo un senso di pressione e la tendenza a scostarci.

 

 

Accordo e disaccordo tra messaggio verbale e non verbale

L’uomo ha la necessità di combinare il linguaggio verbale e non verbale ,e deve costantemente tradurre dall'uno all'altro e questo succede non senza dilemmi.

Affinché la comunicazione risulti efficace è importante che tra i due livelli di comunicazione ci sia congruenza, che trasmettano cioè lo stesso messaggio e non messaggi contraddittori, come quando, per esempio, si afferma di essere contenti mentre l’espressione del viso indica il contrario.

Talvolta, mentre con le parole affermiamo un concetto, con un messaggio non verbale inviamo un’informazione contrastante con esso. In caso di incongruenza tra messaggio verbale e non verbale lo spettatore/lettore/ascoltatore rimane stupito, seppure a livello inconscio.

Se incontrando una persona, gli dici che ti fa piacere vederlo ma contemporaneamente con lo sguardo guardi altro, questo è un disaccordo tra messaggio verbale e messaggio non verbale.

 





Esercizi di italiano su la comunicazione non verbale




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