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I verbi ausiliari: essere e avere

 Gli ausiliari della lingua italiana sono essere e avere,  con questi  ausiliari si formano i tempi composti.

Si costruiscono sempre con l'ausiliare avere i verbi che indicano azione volontaria della persona: dormire, parlare, abitare, ridere, piangere.

Si costruiscono sempre con essere: nascere, diventare, morire, apparire, invecchiare.

In italiano i verbi ausiliari essere e avere sono irregolari. Ciò significa che non seguono le coniugazione dei verbi regolari, ma hanno una loro coniugazione.



Tipi di verbi:verbi ausiliari, servili e fraseologici

verbi ausiliari

I principali verbi ausiliari sono  ESSERE e AVERE.

Hanno un significato proprio e indicano modi di essere (io sono uno studente) oppure vogliono dire "possedere"  (tu hai un cappello).

Essere e avere  servono a formare alcuni tempi:

Ieri ho mangiato una pizza al formaggio.

 Quando avrò finito i soldi, ritornerò a casa.

In questi esempi,il verbo avere (ho, avrò) aiuta, a formare le voci verbali.

Nelle seguenti frasi, il verbo che aiuta è essere.

Sono arrivato oggi.

 Quando saremo arrivati, mangeremo.

A) La forma composta dei tempi verbali è quella formata con l'aiuto dei verbi ausiliari essere o avere.

B) I tempi semplici sono quelli formati senza l'ausiliare.

I nomi dei tempi composti sono:

 passato prossimo

 trapassato prossimo

 trapassato remoto

 futuro anteriore

La frase seguente presenta  verbi in tempo semplice e verbi in tempo composto, logicamente collegati.

Le espresse dai verbi in tempo composto sono sempre anteriori rispetto a quelle che hanno il verbo in tempo semplice.

Ti assicuro che sul treno ho incontrato Dante.

Prima ho incontrato (passato prossimo), poi assicuro (presente)

La coniugazione dei  verbi ausiliari

La coniugazione di un verbo è l’insieme ordinato delle varie forme che un verbo può assumere per indicare la persona,il tempo  il modo, la forma (attiva, passiva o riflessiva) dell’azione espressa dal verbo, e per i tempi composti con l'ausiliare essere, anche il genere del soggetto. In un verbo ci sono i seguenti elementi:

a) una radice  che contiene il significato del verbo e a volte coincide con il tema del verbo.

guid- in guidare.

par-l in parlare.

Questi  verbi  hanno i verbi all’infinito, che descrivono il significato fondamentale delle azioni.: guid- parl- .

Come si ottiene la radice di un verbo?

Si deve staccare la desinenza dell’infinito: guid – are. Ridotto alla sua radice il verbo è pronto per essere coniugato.

b) una vocale tematica che, unendosi alla radice forma il tema del verbo. La vocale tematica che nell’infinito e in altre forme distingue le tre coniugazioni in:

-a- per la prima cant- a - re,

-e- per la seconda (tem- e -re ) ,

-i- per la terza ( sent- i - re );

c) una desinenza che trasmette tutte le informazioni che riguardano:

il numero  =  singolare e plurale,

la persona =  1ª persona, 2ª persona, 3ª persona,

il tempo  =  presente, passato, futuro,

il modo  =  indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio e gerundio.

Tutte le modificazioni delle voci verbali che danno le sopra elencate informazioni formano la coniugazione.

Con l’eccezione dei verbi ausiliari essere e avere, i quali hanno una coniugazione tutta particolare.

I verbi della lingua italiana sono divisi in tre coniugazioni, secondo la terminazione dell’infinito presente si dividono:

-prima coniugazione : verbi che all’infinito presente terminano in – ARE

amare, nuotare, lavorare,cantare, guardare.

-seconda coniugazione: verbi che all’infinito presente terminano in – ERE

vedere, leggere, temere,  crescere, credere.

terza coniugazione: verbi che all’infinito presente terminano in – IRE

sentire ,dormire,morire, capire,salire.

I verbi della stessa coniugazione seguono, nei vari modi, tempi, persone, numero, regole uguali.
Questo vale solo per i verbi regolari, mentre ogni coniugazione comprende moltissimi verbi anche irregolari.I verbi irregolari sono diversi nella radice: andare, io vado, a volte nella desinenza:tenere, tenni, dalle forme assunte dal verbo regolare.

I verbi servili

I verbi potere, dovere, volere (che hanno una coniugazione irregolare) sono detti servili quando non sono usati come predicativi:

Voglio una casa grande.

ma sono al servizio di un altro verbo, posto all'infinito:

La ragazza voleva cantare.

Tu devi essere ordinato.

Nei tempi composti i verbi servili vogliono come regola l'ausiliare richiesto del verbo che accompagnano:

I parenti sono voluti andare in albergo.

Claudio è dovuto correre in suo aiuto.

I verbi desiderare, preferire,sapere, osare reggono l'infinito e quindi svolgono anche funzione di verbi servili:

La figlia di Lucia sa suonare molto bene la chitarra.

Verbi fraseologici

Alcuni verbi come stare per, cominciare a, continuare a, smettere di, cessare di, ecc., possono accompagnarsi ad altri verbi, di solito all'infinito o al gerundio, per mettere in rilievo alcuni aspetti di continuità, per precisare cioè che una certa azione, un certo stato ha inizio, o continua , o sta per  concludersi. Sono chiamati verbi fraseologici o  aspettuali dal momento che precisano l'aspetto di un'azione (la sua imminenza, il suo inizio, la sua durata la sua fine). Si chiamano  verbi fraseologici perché formano delle frasi fatte; servono ad esprimere, con un giro di parole, più di quanto un verbo da solo non significhi.

Sono sul punto di esplodere.

Ho cercato di dormire.

Stava per uscire.

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Esercizi su I verbi ausiliari: essere e avere






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