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il genere del nome

 In questa lezione il genere del nome. Il genere del nome è la qualità di maschile o di femminile, è invece il numero del nome il suo essere singolare o plurale.

I nomi in -o sono di solito maschili e hanno il plurale in -i: ragazz-o- ragazz-i.

I nomi che terminano in -a sono di solito femminili e hanno il plurale in -e: ragazz -a ragazz -e.

I nomi in -e possono essere maschili o femminili e hanno il plurale in -i: colore – colori.

Inoltre: i nomi che hanno l’ultima lettera con l’accento sono invariabili: il plurale è uguale a l singolare: la città – le città; il caffè – i caffè.

I nomi stranieri sono maschili e invariabili: l’autobus – gli autobus.

Alcuni noni sono irregolari: uomo- donna; mani(femminile) – mano


 



Il genere del nome

 

 

Nella lingua italiana ci sono solo due generi: maschile  femminili

 

bambino / bambina    ragazzo / ragazza  leone / leonessa

La distinzione del genere dei nomi delle persone e degli animali è semplice:

 i nome degli uomini e degli animali maschi è di genere maschile:

Carlo, impiegato,  professore gatto, 

i nomi delle donne e degli animali femmina sono di genere  femminile:

Carla, impiegata, professoressa

I nomi delle cose sono in parte maschile e in parte femminile.

Non c’è regola fissa per riconoscere se sono nomi  maschili o femminili, alcuni si riconoscono dal significato, oppure dal suffisso o dalla desinenza; per altri nomi serve la pratica e l’uso. 

Così:  

sono di  genere maschile:

tavolo

pane

bicchiere libro

 

sono di  genere femminile:

matita acqua sedia   bottiglia

 

Può essere utile sapere che  sono maschili:

  •  i nomi degli alberi:

pero, susino, pino, melo, acero ecc.

 i nomi dei mesi: (il mese di)

gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno,

luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre

 i giorni della settimana, eccetto domenica:

lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato.

 i nomi dei monti e laghi:

Monviso,Cervino, Trasimeno, Lario, ecc...

moltissimi, ma non tutti i nomi terminanti in -o:

 

specchio treno cucchiaio orologio

Sono femminili:

i nomi dei frutti corrispondenti ai loro alberi:

pera,mela, susina,banana, albicocca ecc.

i nomi delle isole:

Sardegna,Sicilia, isola di Giava, isola d'Elba  ecc.

I nomi terminanti in -a, -i, -u:

  bocca,  sintassi, virtù.

Nella lingua italiana ci sono alcuni nomi che si chiamano  di genere comune  e  hanno una forma unica  sia per il maschile che  per il femminile. Si distinguono solo dall’articolo:

 

il pianistala pianista il dipendente  / la dipendente il giornalista / la giornalista il collega / la collega

 

il parente / la parente il nipote / la nipote il cantante / la cantante

 

 Il giornalista  è stato applaudito.        

La giornalista è stata applaudita.

 Alcuni nomi hanno una forma per il femminile e una per il maschile e sono detti nomi mobili. Nella formazione del femminile dei nomi mobili serve solo la pratica. Il modo più comune di formare il  femminile  è quello di cambiare in -a la vocale finale:

 

zio /  zia Paperino / Paperina cugino / cugina                   
cameriere / cameriera        infermiere / infermier       

 i nomi che finiscono in – tore hanno di regola il femminile in-trice:

 

spettatore / spettatrice

istitutore / istitu trice

attore /  attrice

venditore / vendi trice

peccatore / pecca trice

imprenditore / imprenditrice

imperatore /  impera trice

scrittore / scrit trice

oratore / ora trice

scultore /  scul trice

 alcuni nomi di varie terminazioni, formano il femminile in -essa:

leone / leonessa

conte / contessa

elefante / elefantessa

principe / principessa

studente / studentessa

altri, formano il femminile con parole del tutto diverse. (nomi indipendenti)

uomo / donna

padre / madre

maschio / femmina

fratello / sorella

marito / moglie

celibe / nubile

maiale /  scrofa

bue / vacca

montone / pecora

 

Falsi cambiamenti di genere.

Nelle lingua italiana alcuni nomi si presentano come se fossero la forma maschile e la forma femminile della stessa parola. Sono i falsi cambiamenti di genere, in quanto i due nomi non hanno lo stesso significato.In alcuni casi i nomi presentano la stessa radice:

il balzo ( salto )  la balza ( tratto ripido di un monte)
   
il cero (grossa candela)     la cera ( prodotto delle api)               
   

il palo ( elemento di sostegno) 
      la pala ( attrezzo )   
 il panno ( tessuto )   la panna ( parte grassa del latte)     
 il pezzo ( piccola parte)   la pezza ( stoffa )

      

 l’arco arma di lancio    l’arca ( scrigno forziere)  
 il busto parte superiore del corpo umano    la busta involucro per lettera
 il colpo ( urto, percossa )   la colpa ( mancanza)        
 il pianto ( lacrime )   la pianta ( albero, mappa)

 

Come si usa il femminile nelle professioni ?

La lingua italiana non ha ancora risolto la questione della formazione del femminile dei nomi indicanti professioni. Se siamo abituati dall’uso a considerare normali  nomi femminili come sarta, professoressa, poetessa, pittrice, dottoressa,un certo imbarazzo nasce con i nomi che riguardano professioni alle quali le donne hanno ottenuto l’accesso solo in tempi recenti femminili:come avvocatessa, vigilessa, ingegnera, sindachessa, l’assessora hanno quasi un sapore ironico e suonano leggermente spregiativi.Nella maggior parte dei casi si preferisce allora lasciare invariato il nome che indica la professione; si dirà:

l’ avvocato Maria Bianchi,

il sindaco Anna Rossi.

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