In questa lezione:

1) Nomi maschili e nomi femminili

2) nomi invariabili

 

3) nomi irregolari

 

 

 

 

Nomi maschili e nomi femminili

Nella lingua italiana ci sono solo due generi il  maschile e il femminile.

bambino / bambina    ragazzo / ragazza  leone / leonessa

La distinzione del genere dei nomi delle persone e degli animali è semplice:

  •  i nome degli uomini e degli animali maschi è di genere maschile:

Carlo, impiegato,  professore,  gatto;

  • i nomi delle donne e degli animali femmina sono di genere femminile:

Carla, impiegata, professoressa, gatta.

  • i nomi delle cose sono in parte maschile e in parte femminile.

Non c’è regola fissa per riconoscere se sono nomi maschili o femminili, alcuni, si riconoscono dal significato, oppure dal suffisso o dalla desinenza; per altri nomi ti consiglio l'uso di un dizionario e fare tanta pratica soprattutto parlando.

1) sono di  genere maschiletavolo, albero, bicchiere, ruota, cucchiaio, ecc;

2) sono di  genere femminile: sedia, insalata, casa, lamoada. forchetta, ecc.

Se riesci a ricordare che sono maschili:

  •  i nomi degli alberi: (pero, susino, pino, melo, acero ecc.)
  •  i nomi dei mesi: (il mese di) :gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno,luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre
  •  i giorni della settimana, eccetto domenica: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato.
  •  i nomi dei monti e laghi: Monviso,Cervino, Trasimeno, Lario, ecc...
  • moltissimi, ma non tutti i nomi terminanti in -o: specchio, treno, cucchiaio, orologio,

e, magari, memorizzi che sono femminili anche:

  • i nomi dei frutti corrispondenti ai loro alberi:pera,mela, susina,banana, albicocca ecc.
  • i nomi delle isole: Sardegna,Sicilia, isola di Giava, isola d'Elba  ecc.
  • I nomi terminanti in -a, -i, -u: bocca, virtù.

Allora, il genere dei nomi italiani per te non ha più segreti!

Nella lingua italiana, però, ci sono alcuni nomi che si chiamano di genere comune, e che hanno una forma unica sia per il maschile che per il femminile; per capire se è un nome maschile o femminile devi guardare l'articolo.

il pianista / la pianista;  il collega / la collega;  il giornalista / la giornalista;  il dipendente / la dipendente;  il parente / la parente;  il nipote / la nipote;  il cantante/ la cantante.

 Il giornalista  è stato applaudito.        

La giornalista è stata applaudita.

Alcuni nomi hanno una forma per il femminile e una per il maschile e sono detti nomi mobili. Nella formazione del femminile dei nomi mobili serve solo la pratica. Il modo più comune di formare il  femminile  è quello di cambiare in -a la vocale finale:

zio /  zia;  Paperino / Paperina; cugino / cugina; cameriere / cameriera; infermiere / infermiera

  •  i nomi che finiscono in – tore hanno di regola il femminile in-trice:

spettatore / spettatrice

istitutore / istitu trice

attore /  attrice

venditore / vendi trice

peccatore / pecca trice

imprenditore / imprenditrice

imperatore /  impera trice

scrittore / scrit trice

oratore / ora trice

scultore /  scul trice

  •  alcuni nomi di varie terminazioni, formano il femminile in -essa:

leone / leonessa

conte / contessa

elefante / elefantessa

principe / principessa

studente / studentessa

  • altri, formano il femminile con parole del tutto diverse. (nomi indipendenti)

uomo / donna

padre / madre

maschio / femmina

fratello / sorella

marito / moglie

celibe / nubile

maiale /  scrofa

bue / vacca

montone / pecora

 

Falsi cambiamenti di genere.

Nelle lingua italiana alcuni nomi si presentano come se fossero la forma maschile e la forma femminile della stessa parola. Sono i falsi cambiamenti di genere, in quanto i due nomi non hanno lo stesso significato.

In alcuni casi i nomi presentano la stessa radice:

il cero → grossa candela  invece    la cera → prodotto delle api;

il palo → elemento di sostegno, mentre la pala → attrezzo per scavare;

il panno → tessuto, invece se dici la panna → è la parte grassa del latte;

il pezzo → piccola parte di qualcosa,  la pezza → la stoffa;

il busto →parte superiore del corpo umano, la busta → involucro per lettera

Come si usa il femminile nelle professioni.

La lingua italiana non ha ancora risolto la questione della formazione del femminile dei nomi indicanti professioni. Se siamo abituati dall’uso a considerare normali nomi femminili come sarta, professoressa, poetessa, pittrice, dottoressa, un certo imbarazzo nasce con i nomi che riguardano professioni alle quali le donne hanno accesso solo da poco tempo, e così, ti capiterà di  sentire nomi di professioni femminili come avvocatessa, vigilessa, ingegnera, sindachessa, l’assessora, che hanno quasi una sfumatura ironica e anche spregiativa. Nella maggior parte dei casi è preferibile lasciare invariato il nome che indica la professione; si dirà:

 L’ avvocato Maria Bianchi, il sindaco Anna Rossi. L'avvocato Emilia Rosa, ecc.

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