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Le forme del verbo

La lingua può descrivere le azioni da diversi punti di vista. Se si vuole dare risalto a chi compie l'azione , il verbo che la indica è di forma attiva; la forma passiva mette in primo piano chi la subisce, nelle azioni riflessive l'azione si riflette su chi la compie. L'azione reciproca descrive l'azione come scambio; la forma pronominale : verbo che si usa solo come riflessivo; la forma impersonale usa solo la terza persona singolare ; la forma fraseologica si usa per formare un giro di parole; la forma servile aiuta un altro verbo all'infinito.



La coniugazione dei verbi: i verbi ausiliari

La coniugazione di un verbo è l’insieme ordinato delle varie forme che un verbo ( attivo, passivo o riflessivo) può assumere per indicare la persona, il numero, il tempo e il modo dell’azione espressa dal verbo.

In un verbo ci sono i seguenti elementi: una radice  che contiene il significato del verbo e a volte coincide con il tema del verbo.

guidare .

]parlare.[/esempio

Questi  verbi  hanno i verbi all’infinito, che descrivono il significato fondamentale delle azioni. Questo significato è contenuto nella radice o morfema lessicale: guid- parl- .

Come si ottiene la radice di un verbo?

Si deve staccare la desinenza dell’infinito: guid – are. Ridotto alla sua radice il verbo è pronto per essere coniugato.

una vocale tematica che, unendosi alla radice forma il tema del verbo. La vocale tematica che nell’infinito e in altre forme distingue le tre coniugazioni in -a- per la prima cant- a -re,

-e- per la seconda ( tem- e-re ) , -i- per la terza ( sent- i- re );

una desinenza che trasmette tutte le informazioni che riguardano:

il numero  →  singolare e plurale,

la persona →  1° persona, 2° persona, 3° persona,

il tempo  →  presente, passato, futuro,

il modo  →  indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio e gerundio.

Tutte le modificazioni delle voci verbali che danno le sopra elencate informazioni formano la coniugazione.

Con l’eccezione dei verbi ausiliari essere e avere, i quali hanno una coniugazione tutta particolare.

I verbi della lingua italiana sono divisi in tre coniugazioni, secondo la terminazione dell’infinito presente si dividono:


 

-prima coniugazione : verbi che all’infinito presente terminano in – ARE

amare,  nuotare, lavorare,cantare, guardare.

-seconda coniugazione: verbi che all’infinito presente terminano in – ERE

vedere, leggere, temere,  crescere, credere.

terza coniugazione: verbi che all’infinito presente terminano in – IRE

sentire ,dormire,morire , capire ,salire.

I verbi della stessa coniugazione seguono, nei vari modi, tempi, persone, numero, regole uguali.
Questo vale solo per i verbi regolari, mentre ogni coniugazione comprende moltissimi verbi anche irregolari.I verbi irregolari sono diversi nella radice: andare, io vado, a volte nella desinenza:tenere, tenni, dalle forme assunte dal verbo regolare.

 

LA CONIUGAZIONE DI ESSERE

Il verbo essere si usa

come ausiliare: Oggi non SONO andata al lavoro.

come copulativo: Il mio lavoro  È interessante

come predicativo nei significati di trovarsi o succedere, spesso usato con il pronome.

TABELLA

 

LA CONIUGAZIONE DI AVERE

 

TABELLA

 

 

 

 

 

 

 

 


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