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Introduzione al verbo

Per esprimere le nostre azioni usiamo i verbi.

Il verbo indica:

un’azione, un modo di essere, uno stato;

il verbo predica, cioè indica l’azione;

il verbo indica un modo di essere;

la coniugazione fa cambiare forma al verbo;

la voce indica persona, numero, tempo e modo;

il tempo del verbo indica quando avviene l’azione.



Introduzione alla frase: la frase semplice e l'espansione della frase.

La frase è l’espressione di un pensiero di forma compiuta, cioè che ha un senso.

Andiamo domani al mare?

La casa fu distrutta da un incendio.

 

la frase

 

La frase semplice

enunciative

 

La struttura linguistica di base è formata da una frase semplice (o proposizione).

Marco legge.

Anna non legge.

Le frasi semplici sono dei seguenti tipi:

1) frasi enunciative.

Hanno una semplice enunciazione (una descrizione o una dichiarazione) e si distinguono in: enunciative (o frasi) affermative o negative:

Marco legge.

Anna non legge.

Le frasi affermative si trasformano in negative aggiungendo “non” o altre parole (nulla,niente,nessuno).

 

2) frasi interrogative.

Pongono una domanda e si distinguono per l’intonazione e il punto interrogativo (?).

Le frasi interrogative sono generalmente sono introdotte da aggettivi o pronomi interrogativi e avverbi.

Quando canta Paolo ?

 

3) frasi esclamative

Esprimono stupore, meraviglia o comunque emozioni di diverso genere. Sono caratterizzate dal punto esclamativo ( ! ).

Ma che bontà!

Uff, sono proprio stufa!

Che splendida sorpresa!

 

4) frasi imperative o volitive

Hanno in genere lo scopo di esprimere un ordine, un invito, un desiderio. Sono caratterizzate dal punto esclamativo  

Smettila!  (ordine, comando)

Leggere attentamente le istruzioni.  (invito)

Entrino i concorrenti. (invito)

 

La frase nucleare

 

 

la frase

 

 

La frase nucleare è una frase semplice formata solo dagli elementi necessari per esprimere un significato.

Piove.(solo predicato)

Paolo canta.(soggetto e predicato)

La pecora mangia l’erba. (soggetto, predicato e complemento)

Per arricchire la frase e avere più informazioni sul soggetto e il predicato si usano i complementi.

Il complemento che indica l’oggetto dell’azione espressa dal verbo si chiama complemento oggetto o complemento diretto, è l’unico complemento che non è introdotto da nessuna preposizione.Tutti gli altri complementi si chiamano complementi indiretti e sono introdotti da una preposizione: I complementi indiretti possono servire a:

-specificare (complemento di specificazione è introdotto dalla preposizione “di” e da quelle articolate che ne derivano.)

Dov’è l’Ufficio del direttore?

Il cappello rosso è di Mario, quello blu è di Fabio.

-ad indicare il destinatario dell'azione (complemento di termine è introdotto dalla preposizione semplice “a” o dalle preposizioni articolate che ne derivano.)

Luisa ha dato a Mario un manuale da leggere.

La torta piace molto ai bambini.

-ad indicare la collocazione nello spazio di un’azione o un evento. ( complemento di luogo)

Quando andate a Torino?

-ad indicare la collocozione nel tempo di un'azione o di un evento (complemento di tempo)

Non arriverà prima di mezzogiorno.

Carlo e Paolo partirono dopo due mesi.

-ad indicare il modo in cui si svolge l'azione (complemento di modo)

Marco studia la musica con impegno.

-ad indicare il mezzo con cui si svolge l'azione (complemento di mezzo)

Vado al lavoro in treno.

-ad indicare la causa per cui si compie l'azione (complemento di causa)

Urlava dal dolore.

Piangeva di gioia.

-ad indicare,la persona, l'animale, la cosa che è responsabile di un evento nella frase passiva (complemento d’agente)

Il letto è stato rifatto dalla cameriera.

 

 


Esercizi su 'Introduzione al verbo'

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