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La morfologia

La morfologia è la parte della grammatica che studia le parti del discorso , di ogni parte studi  le proprietà e le modificazioni, dando ad ogni parte un nome. La conclusione è che tutte le infinite parole che compongono il discorso, in qualunque lingua parlata o scritta, si riducono a nove specie diverse: L'articolo, il nome, l'aggettivo, il pronome, il verbo, l'avverbio, la preposizione, la congiunzione, interiezione. Parlate finché volete, inventate parole, storpiatele, cincischiatele, dite tutto ciò che vi salta in mente di più bizzarro... ogni parola deve rientrare in una di queste nove categorie!



    Unità 3

  • La struttura dell'italiano
La struttura dell'italiano

L'avverbio, come l'aggettivo a cui somiglia molto, può avere qualche volta delle gradazioni: e cioè il comparativo e il superlativo; e, come il nome, può avere delle alterazioni: e cioè l'accrescitivo, il diminutivo, il vezzeggiativo e il dispregiativo

  • ( avverbi locali) più su, più giù, più lontano, lontanissimo, più vicino, vicinissimo, lontanuccio, più là;
  • ( avverbi temporali ) più presto, prestissimo, più tardi, tardissimo, tarduccio, spessissimo, prestino;
  • ( avverbi quantitativi) pochino, pochissimo, moltissimo.

Ma sono specialmente gli avverbi modali che, per la loro origine di antichi aggettivi qualificativi, si prestano meglio alle gradazioni e alle alterazioni:

fortissimamente, più correttamente, precipitevolissimamente, più basso, bassino, più piano, pianino, pianissimo.


La struttura dell'italiano

    Unità 4

  • Verbi servili
  • Il verbo
  • Verbi aspettuali e verbi causativi
  • Verbi predicativi e verbi copulativi
  • La coniugazione
  • Verbi transitivi e verbi intransitivi
  • Verbi difettivi
  • I verbi: persona e numero
  • Verbi sovrabbondanti
  • Verbo: i tempi del verbo
  • I modi del verbo
  • L'aspetto
  • La forma del verbo: attiva, passiva, riflessiva
  • La forma riflessiva
  • Forma riflessiva apparente
  • Forma riflessiva reciproca
  • Verbi riflessivi pronominali
  • Verbi impersonali
  • Verbi ausiliari
  • Verbi ausiliari essere ed avere
Verbi servili

Le preposizioni rientrano nella categoria delle parti invariabili del discorso, perché la loro forma rimane invariata in qualsiasi circostanza esse vengano usate.

Le preposizioni  = posizione avanti, sono parole che si mettono davanti ad altre parole per formare dei complementi.

  • Tra le parole che svolgono queste funzione prepositive si distinguono: le preposizioni proprie: sono quelle preposizioni che sono solo preposizioni e non possono svolgere altre funzioni e sono: di,a, da, in con, su, per, tra, fra.

Un uomo di  paglia, Leonardo da Vinci, Che cosa c'è per cena? Le preposizioni

Iimproprie: sono quelle preposizioni che generalmente svolgono altre funzioni (aggettivi, avverbi, participi).

Alcune tra le più comuni sono:lontano, lungo,secondo,salvo,vicino,sopra, sotto, dentro, fuori, davanti, dietro, oltre, dato, durante, nonostante, mediante, eccetto, rasente.


Verbi servili

    Unità 5

  • Verbo: i modi finiti
  • L'indicativo e i suoi tempi
  • Il presente
  • Futuro semplice e futuro anteriore
  • L' imperfetto
  • Il passato prossimo e passato remoto
  • Il trapassato prossimo e il trapassato remoto
  • Congiuntivo e i suoi tempi
  • Condizionale e i suoi tempi
  • Imperativo
Verbo: i modi finiti
Lezione e spiegazione su congiunzioni e preposizioni che spiegano i vari argomenti della grammatica italiana in modo semplice, accompagnate da esempi e immagini. Inoltre tanti esercizi per ogni lezione per capire immediatamente quanto compreso.

Verbo: i modi finiti

    Unità 6

  • Infinito e i suoi tempi
  • Participio e i suoi tempi
  • Gerundio e i suoi tempi
  • Verbo analisi grammaticale
  • Il verbo in sintesi
  • Verbo: i modi indefiniti
Infinito e i suoi tempi
- Ah, ah! - Esclamò il conte in portoghese. Ah non è una parola né portoghese, né italiana, né cinese, per la ragione che è un grido inarticolato, di carattere internazionale. L'interiezione che si chiama anche esclamazione, è quella parte del discorso che esprime, sotto la forma più spontanea, un improvviso sentimento dell'animo, come la meraviglia, la gioia, il dolore, lo sdegno, la preghiera e simili. Interiezione deriva da un verbo ( intericere ) che significa “gettare in mezzo”, in quanto l'interiezione viene di solito gettata in mezzo ad un discorso, senza che abbia alcun legame con le parole dentro le quali viene a trovarsi. Essa assume il suo esatto significato dall'accento con cui si pronuncia; ed è fatta più per essere ascoltata che letta. Ogni interiezione può assumere sfumature diverse di significato, e spesso per precisarlo bisogna aggiungere qualche parola che serva a determinarlo meglio. Oltre alle interiezioni semplici, vi sono locuzioni esclamative come: povero me! Ahimè! beato te!, alto la!, la ladro! Dio mio! Viva! Abbasso! Forza! Vergogna! Peccato! Ma queste locuzioni sono parole belle e buone e non semplici suoni inarticolati. La cosa che hanno in comune con le interiezioni vere e proprie è che tanto le une quanto le altre sono pronunciate con lo stesso tono speciale di voce e che questo tono viene indicato graficamente dal punto esclamativo. Ci sono molti scrittori che tendono a limitare l'uso dei punti esclamativi, perché sostengono che a metterne troppi si da allo scritto l'aspetto di un mercato pieno di grida confuse. Ma, quando è necessario sarebbe un errore ometterlo: come farebbe il lettore a capire che la frase,essendo esclamativa, deve essere pronunciata con quella tale caratteristica emissione di voce?

Infinito e i suoi tempi

    Unità 7

  • Nome,analisi grammaticale
  • Il nome in breve
  • Il nome
  • Il nome comune, nome proprio, nome collettivo
  • Primitivi, derivati,alterati,composti
  • Il nome genere
  • Il nome numero
  • Nomi indipendenti
  • Nomi di genere comunicare
  • Formazione plurale dei nomi
  • Il numero del nome
  • Nomi invariabile
  • Nomi difettivi
Nome,analisi grammaticale
Se l'alfabeto è insufficiente a rendere i suoni delle voci umane inarticolate, tanto più sarà difficile rendere le voci degli animali, i rumori, i suoni delle cose . L'uomo riesce abbastanza bene, a volte, ad imitare con la propria voce il canto degli uccelli, il verso di certi animali, il suono degli strumenti musicali e il rumore di particolari corpi; ma quando deve tradurre in lettere questi suoni (che si chiamano onomatopeici, cioè imitativi) si trova abbastanza in difficoltà e ricorre a forme abbastanza approssimative: miao riproduce il miagolio del gatto, paf un tonfo, drin il suono di un campanello elettrico, tic- tac il ritmo dell'orologio, eccì lo sternuto, glo-glo il gorgogliare dell'acqua e così via. Si incontrano parole onomatopeiche leggendo i fumetti e spesso molte sono tratte dalla lingua inglese come: splash, che significa spruzzare, schizzare o bang che significa colpire, battere.

Nome,analisi grammaticale

    Unità 8

  • L'articolo
  • L'articolo determinativo
  • Articolo indeterminativo
  • Articolo partitivo
  • Analisi grammaticale
  • L'articolo in breve
L'articolo

Le parole di una lingua possono essere classificate in base alla loro caratteristica principale e alla loro funzione.È possibile individuare in tal modo nove gruppi o parti del discorso.

A sua volta si raggruppano due “ gruppi” e si chiamano parti variabili e parti invariabili. Le parti variabili del discorso, sono le parole che possiedono più forme e che, quindi, variano, mutando le desinenze, secondo il significato e le esigenze degli accordi che devono rispettare con le altre parole che incontrano: articolo, aggettivo, nome, verbo, pronome.La modificazione che subiscono si chiama flessione.

  • La flessione per l’articolo, nome e aggettivo si chiama declinazione e indica il genere delle "cose" di cui si parla.
  • La flessione del verbo si chiama coniugazione e indica la persona, il modo e il tempo delle “azioni” di cui si parla.

Le parti invariabili del discorso non modificano la loro forma, perché la loro possibilità di informazioni è rigida.Le parti invariabili del discorso sono: avverbio,preposizione,congiunzione, interiezione.


L'articolo

    Unità 9

  • Grado superlativo
  • L'aggettivo
  • Funzione dell'aggettivo
  • La posizione dell'aggettivo
  • Struttura dell'aggettivo
  • Genere e numero
  • Concordanza dell'aggettivo
  • Aggettivi sostantivati
  • Gradi dell'aggettivo qualificativo
Grado superlativo

Alcuni verbi oltre ad avere un proprio valore come predicativi, possono anche essere usati per accompagnare un altro verbo al modo infinito, precisando il rapporto che esiste tra soggetto e azione indicata dal verbo.

Questi verbi sono detti servili e sono: potere, volere, dovere.


Grado superlativo

    Unità 10

  • Comparativi e superlativi organici
  • Aggettivi determinativi
  • Aggettivi possessivi
  • Aggettivi dimostrativi
  • Aggettivi identificativi
  • Aggettivi indefiniti
  • Aggettivi interrogativi ed escamativi
  • Aggettivi numerali cardinali
  • Aggettivi numerali ordinali
  • Analisi grammaticale dell'aggettivo
  • L'aggettivo in breve
Comparativi e superlativi organici

I modi finiti sono: l'indicativo, il congiuntivo, il condizionale e l'imperativo.


Comparativi e superlativi organici

    Unità 11

  • Pronomi personali complemento
  • Pronomi riflessivi
  • Pronomi allocutivi di cortesia
  • Pronomi possessivi
  • Pronomi dimostrativi e identificativi
  • Pronomi indefiniti
  • Pronomi relativi
  • Pronomi relativi invariabili
  • Pronomi relativi variabili
  • Pronomi doppi
  • Pronomi esclamativi
  • Analisi grammaticale del pronome
  • Pronomi in breve
  • Il pronome
  • Il pronome e il testo
  • Pronomi personali
  • Pronomi personali soggetto
Pronomi personali complemento

L' infinito  è il modo  indefinito per eccellenza, presenta l'azione indicata dal verbo  senza nessuna determinazione, in maniera generica e indeterminata, esprime cioè, il semplice significato del verbo:

parlare, correre, dormire, essere,  capire.

Ha due tempi: uno semplice il presente (parlare)

e uno composto, il passato ( aver parlato, essere partito)

Come tutti i modi indefiniti, l'nfinito  è, nello stesso tempo una forma verbale e una forma nominale e, perciò può essere usato in funzione di verbo e di sostantivo.

 


Pronomi personali complemento

    Unità 12

  • I gradi dell'avverbio
  • La posizione dell'avverbio
  • Analisi grammaticale dell'avverbio
  • Avverbio in breve
  • L'avverbio
  • La formazione dell'avverbio
  • Tipi di avverbi
I gradi dell'avverbio
L'analisi grammaticale consiste nel distinguere in una frase le varie parti del discorso, indicando il GENERE ( maschile e femminile) e il NUMERO (plurale e singolare) per quelle soggette a "declinazione" e il modo, il tempo, la persona e il numero per quelle soggette a "coniugazione". declinazione = il mutamento che si produce nella desinenza dell'articolo, del nome, dell'aggettivo e del pronome col variare del genere e del numero. coniugazione = la particolare flessione del verbo

I gradi dell'avverbio

    Unità 13

  • La preposizione
  • Funzione della preposizione
  • Preposizione proprie
  • Preposizioni proprie e i complementi
  • Locuzioni preposizionali
  • Analisi grammaticale della preposizione
  • Preposizione in breve
La preposizione

L'articolo può essere determinativo : il gatto, le sorelle; indereminativo: un gatto, una sorella; partitivo: del pane, delle penne.


La preposizione

    Unità 14

  • Congiunzioni e preposizioni
  • Congiunzioni e avverbi
  • Analisi grammaticale
  • La congiunzione in breve
  • La congiunzione
  • Vari tipi di congiunzione
  • Congiunzioni coordinative
  • Congiunzione subordinative
  • La congiunzione che
Congiunzioni e preposizioni

Il grado superlativo di un aggettivo indica che una determinata qualità è posseduta da qualcuno o qualcosa al massimo o al minimo grado. Il grado superlativo può essere: relativo o assoluto.


 


Congiunzioni e preposizioni

    Unità 15

  • L'interiezione
  • Analisi grammaticale
  • Interiezione in breve
L'interiezione
Comparativi e superlativi organici

Alcuni aggettivi, oltre che alle forme regolari di comparativo e superlativo, ne hanno altre, che si chiamano organiche, che derivano dai comparativi e superlativi latini.

Ho il massimo ( il  più grande) rispetto per le sue scelte.

Ti garantisco che non mi costa la minima ( la più piccola ) fatica.


L'interiezione

    Unità 16

  • Le onomatopee
Le onomatopee

Le forme del pronome usate in funzione di complemento sono due:

pronomi tonici:me, te, lui, esso, lei (essa), noi, voi, loro ( essi), sé .

pronomi atoni: mi,ti,lo,gli,la le, ci, vi, li, le, ne, si, chiamate anche particelle pronominali.


Le onomatopee

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