L'indicativo, con i suoi tempi, indica l'azione pensata come reale. Per descrivere le azioni che noi pensiamo e consideriamo come reali, si usa il modo indicativo; questo modo indica, cioè rappresenta con immediatezza la realtà dei fatti. L'indicativo ha otto tempi, di cui quattro semplici e quattro composti. E sono: presente Oggi è una bella giornata; imperfetto: Anna rideva di gusto; passato prossimo: Ieri ho incontrato Mauro; passato remoto: Disse la verità; trapassato prossimo: Come voi avevate previsto ...ha nevicato; trapassato remoto (sempre più raro) : Non appena ebbe finito di parlare, se ne andò.

Modo indicativo

Io studio.  Il gatto dorme. 

Tu sbagliasti.  Partiremo domenica.

Il verbo in queste frasi indica l'azione o lo stato in modo certo, reale, così come è, è stata, o sarà: modo indicativo. L'indicativo ha otto tempi.

1. Presente

"Solennemente affermo (ora, adesso, in questo momento) che parlo (ora in questo momento) senza sottintesi; che dico (ora, adesso, in questo momento) ciò che considerato (ora, adesso, in questo momento) giusto e doveroso".

a) Tutti i verbi dell'esempio precedente indicano azione che avviene nel momento in cui il soggetto parla sono di tempo presente.

b) Il presente viene spesso usato nei proverbi e in questo caso si dice presente gnomico e che significa sentenzioso.

Chi si sveglia al mattino arriva lontano.

c) si usa anche per narrare fatti avvenuti nel passato:

Cesare va in Gallia, sottomette i popoli barbari e ritorna a Roma in trionfo.

Questo azioni descritte, chiaramente, non stanno avvenendo adesso, cioè nel momento in cui le si pronunciano; il tempo presente, tuttavia dà al racconto una certa vivacità. Poiché indica azioni passate, si chiama presente storico.

2. Imperfetto

Giocavo in giardino quando sentii quel boato.

I Greci e i Romani adoravano molto gli dèi.

Nei due esempi il verbo esprime: azione contemporanea (giocavo) ad altra già passata (sentii); azione continua, abituale, ripetuta (adoravano) nel passato. Il tempo che esprime tutte queste azioni è l'imperfetto.

Siccome serve ad indicare anche azioni continuate, l'imperfetto è il tempo preferito nelle narrazioni e descrizioni.

Più camminavamo e più la strada si faceva più stretta e buia.

In questo caso si chiama imperfetto descrittivo.

3. Passato remoto

Il vecchio generale si alzò, impugnò la spada e balzò a cavallo.

Il tempo usato in questa frase, indica azioni avvenute in passato interamente trascorso, senza idea di durata e di abitudine: è il passato remoto.

4. Passato prossimo

a) Oggi non ho combinato niente.  Questo mese abbiamo lavorato molto.

b) Cristoforo Colombo ha scoperto l' America. L'uomo ha inventato il computer.

Nel primo gruppo di frasi si indica azione accaduta in un tempo non interamente trascorso (oggi, questo mese),nel secondo, azione i cui effetti durano ancora.

In alcune regioni del Nord, il passato remoto è del tutto ignorato e sostituito con il passato prossimo; viceversa nelle regioni dell'Italia meridionale fanno grande abuso del passato remoto, ignorando spesso il passato prossimo.

Così è facile sentire nell'Italia settentrionale:Ieri (tempo del tutto passato) ho passeggiato, e nell'Italia meridionale: In questo mese (tempo non del tutto trascorso) feci notevoli progressi nel mio studio.

5. Trapassato remoto.

Quando ebbe detto ciò, si sedette e non parlò più.

Dopo che la ragazza se ne fu andata, tutti si pentirono di averla offesa.

I verbi retti da: quando, dopo che, indicano azioni anteriori, avvenute cioè prima di altra espressa con il passato remoto. Questo tempo ormai è quasi sostituito con il passato remoto.

Quando disse ciò, si sedette e non parlò più.

Quando la ragazza se ne andò, tutti si pentirono...

Se il trapassato remoto lo trovi particolarmente antipatico, lo puoi sempre sostituire con espressioni come:

Dopo aver detto ciò..., Andandosene la ragazza, ecc.

6. Trapassato prossimo

Era appena uscito quando gli telefonasti.

Aveva già deciso di non andare, quando gli giungeva la telefonata del professore.

Un'azione compiuta nel passato all'incominciare di un'altra anche passata (espressa quest'ultima o da un passato remoto o da un imperfetto), si indica con il trapassato prossimo.

7. Futuro semplice

Partiremo domani. Tornerò presto.

I due verbi indicano azione che accadrà in avvenire, in un tempo futuro: e futuro semplice è il tempo che la esprime.

- "Hai sentito? " chiese il ragazzo allarmato. - "Non spaventarti: sarà il vento." ( e cioè forse è il vento)

"Saranno davvero con noi?" -" Non ne sono certo".

Il futuro semplice si può usare per esprimere una supposizione o un dubbio.

Domani vado da lui. Nel pomeriggio torno a scuola.

Queste espressioni, nelle quali il futuro è sostituito con il presente, sono entrate a far parte del linguaggio comune; comunque, questa che segue è la versione corretta:

Domani andrò da lui. Nel pomeriggio tornerò a scuola.

8. Futuro anteriore

Quando avrò cambiato idea ne riparleremo.

E cioè: prima dovrò cambiare idea, poi riparleremo della questione. Il tempo che indica azione che sarà compiuta in futuro, ma anteriormente, cioè prima, prima di un'altra anch'essa futura, è il futuro anteriore.

Presente, imperfetto, passato remoto e futuro semplice: questi tempi sono formati da una sola parola (parlo, parlavo, parlai, parlerò) si dicono TEMPI SEMPLICI.

Passato prossimo,trapassato remoto, trapassato prossimo e futuro anteriore, che sono formati da due parole (ho parlato, avevo parlato, ebbi parlato, avrò parlato) si dicono TEMPI COMPOSTI.

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