La parola "che" è una delle più diffuse nella nostra lingua; ha diverse funzioni, ma quando sostituisce il nome a cui si riferisce, svolge la funzione di pronome relativo  poiché mette in relazioni due frasi subordinando la seconda alla prima. Per esempio:
Ho letto anch'io quel libro. Quel libro ti era tanto piaciuto.   → sono due proposizioni autonome

Ho letto il libro CHE ti era tanto piaciuto. → la parola che ha sostituito la parola libro nella seconda proposizione.

È quindi un pronome perché sostituisce il nome, e simultaneamente  collega le due proposizioni mettendole in relazione e perciò è un pronome relativo.

I pronomi relativi sono: che (invariabile), cui (invariabile), il quale, la quale, i quali, le quali. Ad essi vanno aggiunti i pronomi relativi misti che si chiamano così perché corrispondono per significato ad un pronome  dimostrativo + un pronome relativo: chi = colui che, colei che, ecc; chiunque = qualunque persona che, tutti quelli che, ecc; quanto = tutto ciò che; quanti = tutti coloro che.

 

Pronomi relativi

Il pronome, è la parte variabile del discorso che sostituisce, fa le veci del nome. Anche questi prossimi pronomi di cui si parlerà, hanno la medesima funzione, sostituiscono cioè il nome, ma contemporaneamente ne compiono un'altra.

Osserva questo periodo formato di due proposizioni:

Sto leggendo un libro; esso è molto interessante.

e adesso questo:

Sto leggendo un libro che è molto interessante.

Nel primo esempio il pensiero è  slegato, impacciato anche un po' da bambino piccolo; invece, nel secondo, appare più scorrevole; il merito va tutto alla paroletta che la quale, oltre ad aver sostituito esso, ha anche legato, messo in relazione le due proposizioni: per questo motivo che è detto pronome relativo.

Pronomi relativi sono quelli che fanno le veci del nome e contemporaneamente, servono a congiungere due proposizioni, migliorando  la scorrevolezza del discorso.

Sono pronomi importanti, e questi sono i principali:

che, il quale, cui, chi, quanto.

CHE

Ho incontrato Luca che (il quale: soggetto) mi ha parlato di te.

Ritornò nella città natale che (la quale: complemento oggetto) aveva lasciato da ben sei anni.

Mi proposero patti che (i quali: complemento oggetto) non potei accettare.

Vi presento le Sereni che (le quali: soggetto) sono davvero delle ottime insegnanti.

a) Il pronome relativo che compie sia la funzione di soggetto che di complemento oggetto;

b) esso è indeclinabile, rimane cioè invariato;

c) in tutti e due i generi e i numeri, sostituisce il quale, la quale, i quali, le quali, quando la sostituzione non sia causa di confusione. Esempio:

"Buona notte " disse Giulietta a Romeo, che non voleva andarsene.

Chi non voleva andarsene? Giulietta o Romeo? Proprio per non lasciare dubbi bisogna mettre il quale:

"Buona notte", disse Giulietta a Romeo, il quale non voleva andarsene.

Come soggetto e complemento oggetto, è sempre meglio usare la forma che, più agile delle altre cui corrisponde (e cioè il quale, la quale, ecc), ma si dovranno  usare queste ultime, tutte le volte che  "che" potrà dare luogo a equivoco.

CUI

a)

Il ragazzo di cui (del quale) mi hai parlato è un è un ottimo nuotatore.

La commessa a cui (alla quale) mi sono rivolto, è molto gentile.

Quegli inglesi, con cui (con i quali) viaggiai, furono molto rumorosi.

Le idee, per cui (per le quali) manifestiamo, sono nobili.

 Il pronome cui compie solo funzione di complemento.

Rimane invariato a qualunque genere e numero si riferisca.

b)

Tuo fratello, la cui intelligenza (l'intelligenza del quale) è nota, mi è sempre di aiuto.

Laura, la cui simpatia (la simpatia della quale) ben conosci, mi è sempre vicina.

Vi sono libri la cui lettura (la lettura dei quali) è utile.

Conosceva erbe, le cui virtù salutari (le virtù salutari delle quali) sono davvero notevoli.

Il pronome cui, posto fra l'articolo e il nome significa: del quale, della quale, dei quali, delle quali.

CHI

Chi ( colui che, colei che) non è contento lo dica apertamente.

Non parlare di chi (di colui che, di colei che) non conosci.

Sii  grata a chi (a colui che, a colei che) ti vuole bene.

a) Il relativo chi equivale sempre a colui che (il quale), colei che (la quale) e perciò contiene in sé un pronome dimostrativo (colui, colei) e il relativo (che,il quale, la quale).

b) I due pronomi contenuti in chi appartengono a due proposizioni diverse nelle quali ciascun pronome può avere valore sintattico differente. Vediamo negli esempi iniziali.

Es.:

Lo dica apertamente colui (soggetto), che (soggetto) non è contento.

Non parlare di colui (complemento di argomento), che (complemento oggetto) non conosci.

Sìì grata a colui (complemento di termine), che (soggetto) ti vuole bene.

c) Il pronome chi è indeclinabile.

QUANTO

Ho detto quanto (tutto ciò che) basta.

Saranno promossi quanti (tutti quelli che) lo meriteranno.

Quanto, parola che nel discorso compie anche  altre funzioni, come pronome relativo corrisponde a tutto cio che se singolare, tutti quelli (quelle) che, se plurale; i due pronomi  che contiene appartengono a due diverse proposizioni nelle quali possono avere valore sintattico differente. Vediamo negli esempi iniziali.

Ho detto quanto [ tutto ciò (complemento oggetto) che (soggetto) ] basta.

Saranno promossi quanti [tutti quelli  (soggetto) che (soggetto) lo meriteranno.

Dove, donde (ormai rarissimo), che sono propriamente avverbi, possono assumere valore relativo nei seguenti casi:

Ritornò dopo molti anni nel paese dove (nel quale) era nato.

È una cima donde (dalla quale) si ammira un panorama incantevole.

Collocazione del pronome relativo

Il pronome relativo deve essere sempre messo il più vicino possibile al nome cui si riferisce. Osserva la dimostrazione:

A Rimini, nell'albergo, ho incontrato Riccardo che mi ha parlato di te.

Giulia esce sempre con il suo cane, che è un bel pastore tedesco;

se tu dicessi invece:

Ho incontrato Riccardo a Rimini nell'albergo, che mi ha parlato di tuo cugino.

Esce sempre col suo cane, Giulia che è un bel lupo tedesco;

quel che mal collocato stravolge completamente il pensiero, si leggerebbe di un albergo che parla e Giulia diventata lupo tedesco.

          PER NON SBAGLIARE- PER NON SBAGLIARE- PER NON SBAGLIARE - PER NON SBAGLIARE -

non si dice si dice
Torino è la città che sono nato. Torino è la città in cui sono nato / Torino è la città dove sono nato
Questo è il ragazzo che te ne ho parlato.  Questo è il ragazzo di cui ti ho parlato.
Il ragazzo di cui te ne ho raccontato la storia.  Il ragazzo di cui ti ho raccontato la storia.
L'uomo che gli parlavo è mio zio. L'uomo al quale (col quale / a cui / con cui) parlavo è mio zio.
Il signore con la segretaria di cui hai parlato è un avvocato In signore con la cui segretaria hai parlato è un avvocato. / Il signore con la segretaria del quale hai parlato è un avvocato.
Ho fame, per cui mangerò un panino Ho fame, perciò (quindi) mangerò un panino.

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