L'aggettivo  può essere di grado positivo, comparativo o superlativo. Mentre il grado positivo esprime una qualità senza confronti, il grado comparativo stabilisce un confronto tra due termini.

I gradi di comparazione sono tre: maggioranza, minoranza, uguaglianza. I confronti tra le persone, animali, cose si possono stabilire aggiungendo agli aggettivi: più, meno, come.

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I gradi dell'aggettivo qualificativo

Analizziamo queste frasi:

1)

Laura è studiosa.

2)

Laura è più studiosa di Gaia, studiosa come Emilia, ma meno studiosa di Giulia.

3)

Laura è la più studiosa di tutte le mie amiche.

Laura è studiosissima.

E ora analizziamo il valore dell'aggettivo in ciascun esempio.

1) Nel primo si dice semplicemente che Laura è studiosa; questa qualità le viene attribuita, in modo generico.

Quando l'aggettivo esprime semplicemente una qualità, senza indicare la misura nella quale è posseduta si dice di grado positivo.

2) Nel secondo gruppo di esempi, al contrario, ci sono tre circostanze diverse:

1. Laura è più studiosa di (che) Gaia.

2. Laura è studiosa come Emilia.

3. Laura è meno studiosa di (che) Giulia.

In ciascuno di questi esempi troviamo, messi a confronto, due persone.

Quando l'aggettivo stabilisce un confronto fra due persone, animali o cose (o due gruppi di animali, persone, cose) si dice di grado comparativo.

Le circostanze che si notano in un paragone sono tre.

1. Laura è più studiosa di Gaia.

In questo caso si afferma che la qualità espressa dall'aggettivo è presente in misura maggiore nel  primo dei termini di paragone (Laura) che non nel secondo (Gaia) → comparativo di maggioranza.

2. Laura è studiosa come Emilia.

La qualità è presente in misura uguale, nei due termini del paragone: comparativo di uguaglianza.

(Questo comparativo può essere espresso in vari modi:

studioso come (o quanto);

tanto ...come (o quanto);

così ...come (quanto);

non meno ... di (che);

  ...al pari di ...

3. Laura è meno studiosa di Gaia.

In questo caso si afferma che:

la qualità espressa dall'aggettivo è presente in misura minore nel primo dei termini del paragone (Laura), che nel secondo (Gaia) → comparativo di minoranza.

Queste discussioni sono tanto noiose quanto inutili.

Tuo fratello è meno convincente che loquace.

Come puoi notare, il confronto può avvenire anche tra due qualità.

c) Laura è la più studiosa di tutte le mie amiche.

La qualità di Laura è indicata come posseduta al grado massimo, ma... relativamente a tutte le mie amiche, cioè ad un gruppo di persone;

e l'affermazione non esclude affatto che, nel confronto con altre persone, Laura possa anche essere considerata meno studioso di esse.

La più studiosa esprime il superlativo (cioè qualità posseduta al massimo grado)  relativo ( cioè relativamente, limitatamente ad un gruppo di persone, animali, cose)

Il superlativo relativo si forma premettendo l'articolo determinativo al comparativo di maggioranza. Ecco per maggior chiarezza un altro esempio:

gentile  = aggettivo di grado positivo

più gentile = aggettivo di grado comparativo di maggioranza

il più gentile = aggettivo di grado superlativo relativo.

2. Paolo è il meno studioso dei suoi fratelli.

In questo caso si afferma che la qualità è posseduta nel minimo grado, sempre relativamente ad un gruppo di altre persone: e così si ha il superlativo relativo di minoranza,

il quale si ottiene premettendo l'articolo determinativo al comparativo di minoranza. (Resta inteso che, quando si dice superlativo relativo senza altra precisazione, si intende esprimere quello di maggioranza).

d) Ed eccoci all'ultimo esempio:

Laura è studiosissima.

In questo caso si afferma che la qualità è posseduta nel grado massimo, senza alcuna idea di relazione: superlativo assoluto.

Si forma aggiungendo il suffisso -ssimo al plurale maschile dell'aggettivo.

2. L'idea del superlativo assoluto si può ottenere anche in altri modi; ecco i più comuni:

a) unendo al positivo un altro aggettivo che ne rafforzi il significato:

stanco morto,

ricco sfondato,

bagnato fradicio,

vecchio decrepito;

b)

arcibeato,

straricco,

sopraffino,

ecc. cioè con l'uso dei prefissi;

c)

mogio mogio,

fine fine

raddoppiando, dunque il positivo.

Forme speciali di comparativo e di superlativo.

1) Gli aggettivi seguenti, accanto alla forma regolare di comparativo e di superlativo, ne hanno una irregolare, derivata dal latino:

buono più buono migliore buonissimo ottimo
cattivo più cattivo peggiore cattivissimo pessimo
grande più grande maggiore grandissimo massimo
piccolo più piccolo minore piccolissimo minimo

Il superlativo relativo si forma anche con questi aggettivi premettendo l'articolo al comparativo:

il migliore

e non il più migliore,

 il peggiore,

e non il più peggiore,

2) Molto ha come comparativo più.

Ci vorranno più giorni che non la volta precedente.

Ho visto più città che non l'anno scorso.

3) L'aggettivo ampio, fa superlativo amplissimo.

4) Ci sono forme di comparativo e di superlativo, venute dal latino, prive di corrispondente aggettivo di grado positivo; esse derivano da preposizioni, come puoi vedere nel quadro seguente:

PREPOSIZIONE COMPARATIVO SUPERLATIVO
supra sopra, in alto superiore = più alto sommo e supremo = altissimo
infra sotto, in basso inferiore = più basso infimo = bassissimo
ultra di là, oltre ulteriore ultimo
post     dopo posteriore postremo
ante     davanti anteriore  -
citra    di qua citeriore -
 extra   fuori esteriore = più esterno estremo
intra     dentro interiore = più interno intimo
prope vicino, presso  - prossimo

5) Gli aggettivi: alto, basso, esterno, interno vengono considerati come positivi di:

alto di superiore, supremo
basso     di inferiore, infimo
esterno di esteriore, estremo
interno    di interiore, intimo

Anteriore,

esteriore,

interiore,

intimo,

primo,

prossimo

hanno perso la significazione di grado e hanno assunto il valore positivo.

Così si dice:

il più intimo amico,

amico intimissimo,

i primissimi, princìpi,

le qualità esteriori per "qualità esterne" e

la parte anteriore per

"la parte davanti".

6) Ulteriore è entrato  nel linguaggio burocratico nel senso di "altro, nuovo",

per esempio:

Con ulteriore avviso;

Senza ulteriori prove.

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