le figure retoriche

L'origine del linguaggio figurato è probabilmente contemporaneo alla nascita della lingua, in quanto codice comunicativo dell'uomo. Pensare per immagini, operare trasferimenti di significati attraverso paragoni e analogie è un procedimento tipico della nostra mente. Nella lingua scritta si è sempre sentito il bisogno di creare un linguaggio persuasivo e di effetto. È nata così la Retorica o l'arte del "parlare o dello scrivere bene", in cui sono stabilite precise regole perché il discorso risulti persuasivo. Un elemento fondamentale del parlar bene sono le figure retoriche. 

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Le principali figure retoriche

Ovvero gli effetti speciali della lingua.

Pensare per immagini, operare trasferimenti di significato attraverso paragoni e analogie è un procedimento tipico della nostra mente.Già gli antichi greci, sentirono il bisogno di creare un linguaggio persuasivo e d'effetto, strutturato in modo da favorire avvocati e politici nei loro discorsi. Nacque così la retorica, o “ l'arte del parlare e dello scrivere bene”, in cui sono stabilite precise regole perché il discorso sia persuasivo. Un elemento fondamentale del parlar bene sono le figure retoriche. Esse consistono nel cambiamento di significato delle parole e possono interessare il significante, il significato oppure l'ordine delle parole stesse.

Orientarsi fra i significati denotazione e connotazione. Esistono parole che, oltre al loro vero e proprio significato primario o letterale, ad esempio “leone” inteso come "mammifero  dei Felidi , diffuso in Africa.." , ne hanno anche altri che sono definiti figurati o traslati, nel caso di "leone" inteso come  “ coraggioso”, e che hanno in comune con il significato letterale alcune caratteristiche. Simbolo della forza e del coraggio (comportarsi da leone)

Quando si usa una parola riferita soltanto al suo significato letterale di parla di denotazione, in quanto denota, cioè indica chiaramente, qualcosa.

Il segno giungla, denota un territorio denso di vegetazione intricata, talvolta impenetrabile, formata da piante d'alto fusto e da un fitto sottobosco di erbe alte e di arbusti. Può accadere che a questo senso primario se ne sommino altri che aggiungono al segno un sovrappiù di significato. Per somiglianza può indicare anche un insieme di oggetti qualsiasi disposti in modo disordinato, come un fitto groviglio, sarà naturale associarla ad una stanza nella quale regna sovrano il disordine; oppure l'uso della parola oca per indicare una persona sciocca e incapace. In tutti questi casi i termini sono investiti di significati che vanno al di là del suo senso letterale, si parla di connotazione.

Le figure retoriche servono ad esprimere in modo più incisivo ed efficace quello che si intende comunicare, infatti, tutto quello che è insolito attira la nostra attenzone e così il messaggio resta impresso nella nostra mente con maggior forza.

Le figure retoriche sono perciò degli  artifici stilistici che si usano per dare al linguaggio una certa caratteristica, rendendolo più vivo e colorato. Le figure retoriche non sono solo usate da professoroni o i così chiamati i professionisti della parola, ma anche nelle conversazioni quotidiane.Ecco alcuni esempi:

Allegoria:

consiste nel rappresentare un concetto mediante un altro termine che in qualche modo lo richiama o lo rappresenta, spesso si tratta di animali ad esempio, il leone, la lupa e la lonza che Dante incontra all’inizio della Commedia sono allegorie della superbia, dell’avarizia e della lussuria.

"Gli era caduta una montagna sulle spalle e questo lo faceva essere sempre solo e pensieroso."

La montagna non è quella alla quale si pensa esplicitamente, ma il simbolo di un peso enorme da sopportare psicologicamente. Lo stesso che sia paragonabile, appunto, per gravità, a una montagna.

Allitterazione:

Ripetizione della stessa consonante o della stessa sillaba all’inizi di parole contigue.

Fresche le mie parole nella sera ti sien come il fruscio che fan le foglie.

Pranziamo probabilmente per provare le pietanze di Pietro.

Far fuoco e fiamme

Sereno è, sereno sarà, se non sarà sereno si rasserenerà.

In pubblicità.

Brrr … Brancamenta.

Anacoluto:

“rottura” della regolarità sintattica di una frase.

Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro.

Io, mia sorella mi picchia sempre.

Voi politici, vi ci vuole poca fatica per guadagnare molto.

Lo sa che noi altre monache, ci piace sentir le storie per minuto (A. Manzoni)

Un religioso che, senza farvi torto, val più un pelo della sua barba che tutta la vostra.(Manzoni)

Anadiplosi

Ripetizione di parole terminali di un verso all’inizio del verso successivo.

È  il vento, il vento che fa musiche sublimi.

Ho comperato le fragole, le fragole che ti piacciono.

Anafora

ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati, o di loro segmenti, successivi per dare maggior rilievo a un concetto:

Sentivo il cullare del mare,sentivo un fru fru tra le fratte;sentivo nel cuore un sussulto.

Dico che i conti non tornano, dico che qualcuno mente, dico che non usciamo da qui fino a quando non si chiarisce tutto questo.

Devi fare i compiti! Devi studiare!

Acqua azzurra, acqua chiara.

Don Abbondio stava su una vecchia seggiola, ravvolto in una vecchia zimarra, con in capo una vecchia papalina. (Manzoni)

in pubblicità: Questa morbidezza, questo colore, questo aroma…

Anastrofe

inversione dell'ordine abituale di termini successivi, senza intromissione di altri elementi: "ed inni, e delle Parche il canto " invece che " ed inni, e il canto delle Parche"  ( U. Foscolo)

Cammin facendo, eccezion fatta, vita natural durante.

Dell'arida vita unico fiore (Leopardi)

Anfibologia

Discorso o espressione che contiene ambiguità sintattica e dunque interpretabile in modo diversi:

Anna ha detto a Elena che il suo nuovo computer è un gioiello ( il computer può essere sia di Anna che di Elena.

Antifrasi

Consiste nell’attribuire a un espressione un significato opposto a quello che gli è proprio per ottenere un effetto ironico:

È proprio un gran bel posto. ( per dire il contrario)

Antitesi

(dal greco antìthesis, “contrapposizione”):accostamento e contrapposizione di due termini tra loro contrastanti

Vergine Madre, figlia di tuo figlio

Sempre tanta dolcezza ha negli occhi e ferocia nel cuore.

Lui lo amava, lei lo odiava.

Buoni si nasce, cattivi si diventa.

E nulla stringo e tutto il mondo abbraccio.

Antonomasia

uso di un nome comune, un epiteto o una perifra-si al posto di un nome proprio, per esprimerneuna qualità caratterizzante:

Il Cavaliere (Berlusconi)

Il Pelìde (Achille)

l'Avvocato ( avv.  Agnelli F.I.A.T)

Antonomasia è anche l’uso di un nome proprio al posto di un nome comune:

Un Einstein(un genio); UnOtello(un uomo geloso), Il Poeta (Dante), un giuda (traditore)

l'Apostolo, un Adone, un vandalo, la peste del Duemila, un Carneade, quel posto è una babele

Apostrofe

quando ci si rivolge ad una persona, ad una cosa personificata o a un pubblico ( reale o immaginario) in modo enfatico:

... Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case... considerate se questo è un uomo. (Primo Levi)

  • Assonanza e consonanza: l'assonanza è la ripetizione, di due o più parole che si susseguono, delle vocali che si incontrano dalla vocale in poi:

calore / bottone / esose.

La consonanza è la ripetizione, in due o più parole che si susseguono, delle stesse consonanti:

partire / mestiere / fattoria.

assonanza: Questa sera mi sento tesa e preoccupata.

consonanza:

Ronza la zanzara nella stanza silenziosa.

  • Catacresi: Quando si attribuisce a un oggetto una caratteristica che non gli è propria ma che viene riconosciuta come tale in senso figurato: gamba del tavolo, collo di bottiglia, occhio del ciclone.
  • Chiasmo: disposizione incrociata di elementi all’interno della frase, per invertire il senso logico

Le donne, i cavalier i  / l’arme, gli amor ...(Ariosto,Orlando furioso)

Le donne richiami l’espressione gli amori e i cavalieri,l’espressione l’arme, a formare una X.

  • Climax: Si intende una progressiva successione di termini in un ordine che può essere crescente per cui si parla di climax ascendente (progressivo intensificarsi del concetto) o decrescente(progressivo attenuarsi del concetto) e si parla di climax discendente (o anticlimax).

Climax ascendente.

Stefano quando corre è rapido, veloce, un razzo, un fulmine.

Ha imprecato,gridato, urlato, inveito contro tutti.

Desidero, voglio, pretendo.

Climax discendente:

Portatemi un cavallo, un mulo, un asino (Manzoni)

Questo alunno è intelligente, ha buona memoria, fa quello che può.

  • Ellissi:Soppressione di elementi in una frase per rendere il periodo più fluido

Bella giornata!

Laura abita a Milano, Claudio a Roma e Franco a Rovigo.

  • Endiadi:Espression e di un solo concetto mediante due termini coordinati:

Nella strada e nella polvere (nella strada polverosa).

il senato e il popolo romano ( Roma)

  • Epifora: Ripetizione di una o più parole a fine frase:

Finalmente ho rivisto Carlo, sono affezionata a Carlo.

  • Epiteto: È un tratto distintivo di un personaggio che diventa il suo soprannome:

Achille piè veloce.

  • Eufemismo:figura retorica adoperata per attenuare una espressione ritenuta troppo cruda, irriguardosa. Talvolta rientra nell' ambito di questa figura l'uso di un termine dal significato addirittura opposto a quello che si vuole intendere, come nella frase

Si, si, Antonio è davvero un gentiluomo! per significare che il personaggio in questione è un gran mascalzone.

Le fasce sociali più disagiate.

Andarsene, spegnersi, finire di soffrire, passare a miglior vita ( = morire)

Detenuto, non vedente, operatore ecologico, le estremità, cattivo odore, decesso, dipartita, scomparsa, male incurabile.

  • Figura etimologica: consiste nell’accostare nella stessa frase due o più parole che hanno stessa etimologia:

Canzone cantabile, selva selvagga.

  • Iperbole: Esagerazione, per eccesso o per difetto.

É un secolo che non ci vediamo,

non ci vedo dalla fame,

sono morta di stanchezza.

Ti amo da morire.

  • L’ironia, spesso confinante con le forme del riso, del sarcasmo e del comico, si basa spesso sulla complicità tra autore e lettore, che condividono una serie di conoscenze che permettono loro di decodificare l’ironia nei confronti di un personaggio o di una situazione. L’ironia, caratterizzandosi come un atteggiamento nei confronti del realtà, chiama poi in causa la sfera dei valori socio-culturali di un determinato periodo storico, filtrati attraverso la prospettiva dell’autore.

Hai la media del 2 in matematica: il nuovo Pitagora!

Che casa ordinata: è scoppiata una bomba?

  • Litote: Attenua il significato Questa figura si ha quando si afferma un concetto mediante la negazione del suo contrario.

...don Abbondio non era nato con un cuor di leone, non cuor di leone indica la mancanza di coraggio, una forma attenuata per dire che don Abbondio era un vile.

La verifica non è andata bene= la verifica è andata male.

Non è un genio;

Non si può dire che che brilli di intuizione.

  • Metafora: Sostituzione di una parola con un’altra il cui senso letterale ha una qualche somiglianza col senso letterale della parola sostituita; capelli d’oro per capelli biondi: la sostituzione è possibile perché i due termini biondo e oro appartengono allo stesso campo semantico (il colore giallo).Tradizionalmente la metafora è considerata una similitudine abbreviata: dalla similitudine

il mio amore brucia come una fiamma.

possono derivare le metafore:

il mio amore è una fiamma.

la mia ardente fiamma.

la mia fiamma.

quell’uomo è (astuto) come una volpe.

Giovanni quando corre è una lepre (metafora)

E’ una sostituzione di un termine con un altro che con il primo ha una relazione di somiglianza. Fra i due termini esisteuna caratteristica o qualità comune (astuzia/uomo/volpe)

  • Metonimia (metonimìa) :sostituzione di un termine con un altro che ha con il primo un rapporto di contiguità logica. Si può sostituire ad esempio:

L'effetto al posto della causa:

Quel bambino è una gioia; Guadagnarsi la vita col sudore della fronte.

Il contenitore per il  contenuto:

Abbiamo mangiato un piatto squisito.

 Lo strumento per chi lo usa:

Emilia è un primo violino.

L'astratto per il concreto:

Quella ragazza è una bellezza, Eludere la sorveglianza, La forza della gioventù.

Il concreto per l'astratto Quel ragazzo ha del fegato,

l luogo per i suoi prodotti:

Una bottiglia di Chianti.

 La marca per l'oggetto:

Indossa sempre Nike.

 La sede per le persone :

Montecitorio, il Quirinale, la Casa Bianca, Stare in panchina.

Le divise per chi le porta :

I bianconeri, i rossoblù

L'oggetto per l'inventore ( raglan, cardigan, moneta, biro, pantaloni, mansarda)

  • Onomatopea: detta anche armonia imitativa, l’onomatopea consiste nell’usare delle espressioni verbali che richiamano particolari suoni naturali . L’espressione verbale che viene usata può essere foneticamente imitativa (il cra  cra  della rane), oppure contenere dei fonemi che suggeriscono acusticamente l’azione o l’oggetto (il fruscio delle foglie, il miagolare del gatto, ecc.).
  • Ossimoro:, è una figura retorica che consiste nell'accostam ento di due termini in forte antitesi tra loro. (es.: tacito tumulto / sole notturno / è stato breve il nostro lungo viaggio/ gridosilenzioso/ amara dolcezza) tacito tumulto

La morte che vive.

  • Perifrasi:un giro di parole per evitare una parola

è mancato all’affetto = è morto.

  • Prosopopea:consiste nell’attribuire a cose e ad animali azioni o sentimenti umani. Se la personificazione "parla" diventa allora Prosopopea. Se lo scrittore si rivolge alla personificazione fa un'Apostrofe. Quando si attribuiscono azioni o qualità umane ad altro:

Quel film mi ha sedotta fin dal principio.

  • Similitudine: quando si chiarisce un concetto paragonandolo ad un altroEssa mette in relazione due immagini, collegate fr a loro grammaticalmente da avverbi di paragone o locuzioni avverbiali (così, come, quale, quanto, ecc.). Consiste nell’evidenziare un rapporto di somiglianza tra due esseri, due azioni, due avvenimenti.Giovanni corre veloce come una lepre (similitudine quando faccio un paragone tra due termini collegandoli con parole come come, simile a ..., tale...quale; non sempre quando compare la parola "come" c'è una similitudine: bisogna verificare che sia un paragone tra due termini.
  • Sincope: Indica la soppressione di uno o più fonemi all’interno di una parola:

staccio per setaccio, spirto per spirito, Gian per Giovanni.

  • Sineddoche:accostamento di parole che mandano a sensazioni diverse:

La fuga dei cervelli . I senza tetto (i senza casa). Avvistano vele (navi) all’orizzonte. Preferisco le due ruote alle quattro ruote (per la moto e la macchina).

Ho molte bocche da sfamare.

Un particolare per il generale:

Il pane quotidiano  (= cibo) quotidiano

Il genere per la specie: 

I comuni mortali (gli uomini).

Il singolare per il plurale:

non passa lo straniero.

L'italiano è un grande tifoso, l’inglese è elegante, il genovese è tirchio.

  • Sinestesia: si mettono  vicino due parole che appartengono a sfere sensoriali diverse (udito e vista) trasporta una parola da un abito sensoriale ad un altro:

Un fresco profumo, Le sue dolci parole, Un silenzio glaciale, Sorriso amaro, Paura nera, Colore caldo, un’esplosione di luce, una voce chiara, suono chiaro, parole oscure,

Luce fredda,  Suono dolce, Passo pesante.

Un luogo di luce muto (luce → vista muto → udito)

un dolce freddo (dolce → gusto freddo → tatto)

  • Zeugma: figura retorica (dal greco zeugma, “giogo, unione, legame”) per cui, in una frase, due o più complementi o parti della frase dipendono da un solo verbo  quando invece, dal punto di vista logico, necessiterebbero ciascuno un proprio predicato.

"parlare e lagrimar vedrai insieme”.

mangiare pane e acqua (in realtà  il pane si mangia e l’acqua si beve).

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