La comunicazione

La teoria della comunicazione studia i mezzi con cui gli uomini comunicano tra loro. Il termine deriva dal latino comunicatio, che significava “mettere in comune”: se io, infatti comunico un’informazione ad un'altra persona, metto questa informazione in comune con lui, cioè gliela trasmetto.
La teoria della comunicazione riconosce e analizza i diversi elementi del comunicare e osserva, come ciascun elemento possa influire sulla comunicazione.
Il mezzo più usato per comunicare è la parola; ma il linguaggio verbale, anche se di gran lunga il più importante, non è l’unico mezzo per comunicare. Di fatto, dai tempi più remoti e in ogni luogo della terra, gli uomini hanno sempre comunicato tra loro anche per mezzo di segni, segnali e immagini. Un disegno, un fumetto, una foto, un manifesto, una scultura, la musica, la danza ecc. sono mezzi di comunicazione. Oggi il mondo dei segni si è allargato al punto di costituire una scienza a sé, è la scienza dei segni o semiotica o semiologia.
Gli elementi che formano la comunicazione (verbale e non verbale), sono:- l’emittente che comunica un messaggio, e il ricevente che lo recepisce.
Il messaggio è formulato per mezzo di segni: il segno risulta dal rapporto tra significato (cioè il contenuto del messaggio) e significante, che è il mezzo che esprime il significato.
I segni sono combinati dall’emittente secondo un codice. Il mezzo fisico che permette il passaggio dall’emittente al ricevente si chiama canale. Da ultimo serve considerare il contesto, cioè l’insieme delle circostanze che influiscono sul significato del messaggio.
Nelle prossime lezioni ogni elemento della comunicazione sarà trattato in modo specifico.
La comunicazione non verbale
I segni della comunicazione non verbale possono essere di varia natura; è possibile, infatti, trasmettere un messaggio utilizzando segni acustici, visivi, gestuali ecc.; i segni di cui gli esseri viventi si servono per comunicare sono moltissimi per natura e per forma, ma tutti vengono percepiti dagli uomini e dagli animali attraverso i sensi.
Sono così classificati i segni a seconda dei sensi che li ricevono:
segni acustici:

il suono della voce di una persona che ringrazia un'altra persona,
il canto di un passero in cerca di cibo.
il ringhio di un cane contro un estraneo,
il fischio di un vigile che obbliga un automobilista a fermarsi,
la sirena della fabbrica quando avvisa che è finito il turno.
segni visivi:

il cenno della testa con cui una persona ne saluta un'altra,
il movimento della coda di un cane alla vista del padrone,
l'indice vicino alla bocca per invitare al silenzio,
la luce rossa del semaforo che obbliga a fermarsi,
la luce gialla del cruscotto dell'auto indica che la benzina è quasi finita.
segni tattili:

la stretta di mano con cui una persona ne saluta un'altra,
il bacio tra due persone come dimostrazione di affetto.
segni olfattivi:

il profumo di lusso usato per distinguersi socialmente dagli altri,
gli odori usati dagli animali per attirare o respingere altri animali,
l'odore di un certo cibo come testimonianza del cibo stesso, come il fatto che il pranzo è pronto.
segni gustativi:
ll sapore del cibo come testimonianza di una certa festività o ricorrenza,
Il sapore del cibo come espressione di una condizione sociale o di una particolare origine regionale o nazionale.
Anche questi sono segni:
Presso gli Indios dell’Amazzonia, il diritto di portare certe piume sul capo indica un certo stato sociale
I metallari, hanno il culto del superuomo, vestono con abiti di pelle nera, giubbotti da motociclisti, scarpe a punta, borchie e si definiscono “ combattenti della giungla metropolitana”.
Negli anni ottanta, erano di moda i punk: abiti fatti con i sacchetti dell’immondizia, catene, stracci, aghi, spilli e lamette, capelli rasati alla mohicana, rivela la loro ribellione contro ogni perbenismo.