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I sinonimi

La conoscenza del maggior numero di sinonimi di una parola e delle loro diverse sfumature di significato permette di esprimersi con esazzetta ed efficacia, ma anche per non ripetere sempre le stesse parole.

 

 

 



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I sinonimi

i sinonimi

La parola sinonimo deriva dal greco che significa “ che ha il nome in comune”. Il rapporto di significato più facile che le parole possono avere tra loro è quello di raggrupparle in base all'uguaglianza di significato.

Cambiare e mutare, sicurezza e certezza, facile e semplice sono casi si sinonimia I sinonimi sono parole diverse che hanno quasi lo stesso significato. Perché quasi mai? Perché quasi mai il significati di due sinonimi coincide; solo raramente i sinonimi hanno lo stesso significato. Nella maggior parte dei casi invece, i sinonimi differiscono fra di loro per sfumature, particolarità e aspetti diversi o sono sinonimi solo parzialmente.

Il problema è di una semplicità/ facilità incredibile!

Ha cambiato/ mutato condotta.

Non ne sono sicura/ certa.

  • I sinonimi presenti in queste frasi sono intercambiabili.

Può succedere che sostituendo un termine all'altro la frase diventa abbastanza bizzarra:

Per andare al ristorante devo cambiarmi. / Per andare al ristorante devo mutarmi.

Non mi sento sicuro in questo posto . / Non mi sento certo in questo posto.

Spesso i sinonimi sono più di due. Ad esempio:

felice, allegro, contento, sereno, beato, giulivo, lieto, soddisfatto, positivo, prospero...

Ma  non sempre potremo usare indifferentemente uno o l'altro di questi termini. Sentirsi contenti è diverso dal sentirsi felici oppure sereni.

In diverse situazioni di discorsi gli stessi termini non sono altrettanto sostituibili tra loro e quindi, in questi contesti, non sono nemmeno più sinonimi:

Motivo e causa sono sinonimi in un’espressione come:

il motivo della tua partenza.

ma non lo sono nell’ espressione

il motivo di quella canzone.

Storia e favola possono essere sinonimi nella storia di Biancaneve, ma, ma non nella storia d’Italia.

Gomma e pneumatici sono sinonimi se si parla di gomme per automobili, ma non se si parla di gomme da masticare.

L’aggettivo bello ha come suoi sinonimi moltissimi aggettivi: attraente,avvenente, grazioso, aggraziato, carino, garbato, piacevole, vezzoso,fascinoso,delizioso, ameno, vago,allettante,affascinate, seducente, pittoresco, incantevole, armonioso, artistico,formoso, aitante ecc., ognuno di questi aggettivi ha però una sua particolare sfumatura, un suo colorito, una sua proprietà. Anche se sono sinonimi non è quindi detto che siano intercambiabili indifferentemente tra di loro:

  • una bella ragazza   può essere: avvenente, graziosa, carina,piacevole,fascinosa, deliziosa, incantevole,formosa, seducente, ma non: pittoresca o artistica;

  • un bel paesaggio può essere: incantevole, ameno, carino ma non: aitante o formoso;

  • un bel tavolo può essere→artistico, carino, grazioso ma non: ameno o avvenente ecc.

  Il senso di una parola deriva dall'insieme di relazioni che essa intrattiene con gli elementi lessicali che le stanno intorno; perciò, se  pensiamo all'insieme di parole che convergono su felicità, vediamo che ognuna di esse significa quello che non significano le altre, ed è quindi caratterizzata da quello che non è rispetto agli altri elementi lessicali.

Esistono diversi tipi si sinonimi, e conoscerli serve per poter comunicare in modo più preciso e senza fraintendimenti, ma anche per non fare inutili ripetizioni degli stessi vocaboli.

I sinonimi possono avere gradi diversi di intensità: buio e scuro hanno più o meno la stessa intensità, ma tetro ha un'intensità maggiore. Tetro è lugubre, pauroso:

un tetro carcere;

Si possono costruire  delle gradazioni di intensità di tetro: malinconico, triste,cupo, lugubre, pauroso, minaccioso ecc.

Ci sono poi sinonimi che appartengono a diversi registri, cioè hanno lo stesso significato, ma appartengono a registri diversi della lingua. Così insegnante e docente sono sinonimi, perché indicano la stessa cosa, ma il primo appartiene al registro familiare della lingua (Il nuovo insegnante è severo), mentre il secondo appartiene ad un livello più elevato ( Il collegio dei docenti è stato sospeso).

Papà appartiene a un registro più familiare di padre, sbronzarsi è più informale di ubriacarsi, ciccione è più colloquiale di corpulento.

Si può scegliere un sinonimo ad un livello diverso, per esempio per ragioni espressive:

Mi sono ammazzata tutto il giorno

rende meglio l'idea

Mi sono affaticata tutto il giorno.

Per un registro più educato è meglio dire:

Si “affretti a salire sul treno” invece che “ Si muova a salire sul treno”.

A volte c'è la necessità di esprime qualcosa in modo meno diretto e meno crudo di quanto non faccia una parola di uso normale, perciò si ricorre all'eufemismo ( dal greco, “cosa detta bene”) che è una figura retorica che permette di attenuare l'asprezza di un'espressione usando una parola invece che un'altra. Invece della parola morire si usano sinonimi come: mancare, venir meno, passare a miglior vita, spirare e simili. Così quando si ritiene, a torto o a ragione, che l'oggetto da definire sia “ brutto” o sconveniente si ricorre all'eufemismo, perciò:

detenuto invece che prigioniero, nomade invece che zingaro, non vedente invece che cieco; per nobilitare mestieri ritenuti umili come netturbino invece di spazzino.

Un'altra forma di sinonimia la si trova negli arcaismi o parole antiquate, oggi in disuso. Donzella, giovinetta, ragazza sono sinonimi, ma donzella e giovinetta appartengono a una fase diversa della lingua e oggi sono usati al posto di ragazza ma con fini ironici :

" Dove sono andate le pulzelle ?" “Oh che bella giovinetta!”

Infine ci sono i sinonimi che sono varianti regionali che sono entrati a pieno titolo a parole della lingua. Per esempio sinonimi come:

anguria e cocomero, fidanzato / moroso; lavandino / lavello; straccio / cencio; stagnaro / lattoniere.

In questa categoria rientrano anche i sinonimi che vedono parole parole straniere e parole italiano : week end per fine settimana, relax invece di riposo;  shopping per fare la spesa.

A volte un termine si va ad aggiungere, con un significato più specifico ad una parola che non è affatto in disuso. Nel film di Federico Fellini, “ La dolce vita”, il protagonista si chiamava Paparazzo e faceva il fotografo per un giornale. Da allora il termine paparazzo è entrato nel lessico italiano e non solo, e indica un fotografo che assedia personaggi importanti per fotografarli.

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