In questa lezione le subordinate comparative stabiliscono un rapporto di comparazione con ciò che è detto dalla reggente:

Questo film mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi.

Ci sono tre tipi di subordinate comparative:

il comparativo di maggioranza, introdotte da più...di quanto, più...di come,più...che, più... di quello che, al posto di più si può avere meglio:

→ Ho fatto questo arrosto meglio di quanto mi aspettassi.

Il comparativo di minoranza, introduce da meno … di quanto, meno ...di come, meno..che, meno...di quello che, al posto di meno si può avere peggio:

→ La mia amica è meno estroversa di quanto lo sia io.

Il comparativo di uguaglianza, introduce da così...come, tanto ...quanto, tale … quale:

→ Paola raccolse tante fragole quante ne poté  trovare.

Subordinate comparative

Ebbe più regali di quanti non ne aspettasse.

Sentì meno dolore di quanto non avesse temuto.

Ritrovò il paesaggio così intatto come egli lo ricordava.

La salita non fu così impegnativa come gli era stata descritta.

Parigi è una metropoli quanto lo è Londra. (quanto Londra)

Londra è più piovosa di quanto lo sia Parigi. (di Parigi)

Il traffico di Londra è intenso tanto quanto lo è quello di Parigi. (quello di Parigi)

Tutte queste subordinate esprimono un paragone di quantità o di qualità con ciò che è espresso dalla principale e per questo motivo si chiamano comparative. Esse si riconoscono perché spesso sono formulate in modo tale che nella principale è contenuto un elemento che anticipa la subordinata vera e propria, come più…, meno…,così…,tale…, a seconda che con essa si voglia esprimere un rapporto di maggioranza, minoranza o uguaglianza con la reggente. Per tanto nella forma esplicita le comparative sono espresse mediante:

più...che

meno ...di quello

peggio...di quanto

tale…quale

così...come

ecc.

La comparazione può essere di maggioranza, di minoranza, di uguaglianza.

La proposizione comparativa di maggioranza e quella di minoranza sono introdotte da di quello che, che, di come, di quanto, in correlazione con gli avverbi più le comparative di maggioranza (più ...di quello che) e meno per le comparative di minoranza ( meno... di quello che); il verbo è all'indicativo, al congiuntivo e al condizionale.

La città di Parigi è meno cara di quanto si possa pensare. > congiuntivo

Londra è una metropoli più vasta di quanti molti credono. > indicativo

Prenotare un albergo a Parigi è più facile di quanto non si potrebbe pensare. > condizionale

Come si può notare, il predicato della comparativa può essere preceduto da un non. In questo caso, tale avverbio non esprime una negazione, ma una forma rafforzativa, che dà maggiore energia all'espressione.

La subordinata  comparativa può assumere la forma comparativa- ipotetica, quando il paragone non è con un'azione reale, ma ipotetica, esistente solo nel pensiero.

È introdotta da come, come se, quasi che, usa il verbo al congiuntivo.

Soggiornando nell'ospitale Parigi, ci sentiamo a casa come se non ci fossimo mai allontanati da casa. ( in realtà ci siamo allontanati)

In alcuni quartieri di Londra si respira un'atmosfera come se fossimo ancora nel secolo scorso. (in realtà non siamo più nell'800)

La comparativa di uguaglianza è introdotta da avverbi del tipo come, quanto, e dal pronome quale,che può essere in correlazione con così, tanto, tale. Nei discorsi che si riferiscono alla realtà quotidiana, la proposizione vuole solitamente il modo indicativo.

Nella vita, non sempre una persona dà tanto quanto riceve.

Se si usa invece dell'indicativo, il condizionale, la comparativa di uguaglianza assume una sfumatura di possibilità, e diventa quasi un'ipotesi, una supposizione.

Nella vita, non sempre le cose vanno così come si vorrebbe.

Ho guadagnato tanto, quanto non avrei mai pensato.

Anche per le comparative è usata una forma implicita che è formulata mediante:

piuttosto che

piuttosto di

+ l’infinito del verbo.

Anziché restare tutto il tempo a Londra, visiteremo i dintorni.

Piuttosto che andare a piedi, useremo  autobus a due piani.

Avrebbe preferito morire piuttosto che perdere l’onore.

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