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subordinare relative - Grammatica italiana

Lezione e spiegazione su subordinare relative che spiegano i vari argomenti della grammatica italiana in modo semplice, accompagnate da esempi e immagini. Inoltre tanti esercizi per ogni lezione per capire immediatamente quanto compreso.



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SUBORDINATE RELATIVE

 

 

Osserviamo ora un altro tipo di subordinata, quella RELATIVA; esaminiamo  il seguente periodo:

 

A casa mia si è guastato il televisore che ci era costato un patrimonio.

Possiamo individuare due proposizioni:

1)a casa mia si è guastato il televisore

2) il televisore ci era costato un patrimonio.

A unire le due proposizioni nel periodo di partenza è questa volta un pronome, e precisamente un relativo ( morfologia unità pronomi relativi), esso introduce la dipendente e deve il suo nome al fatto che possiede la particolarità di mettersi in relazione ad un elemento della principale chiamato antecedente, in questo caso il nome televisore. Le subordinate relative hanno forme diverse che adesso analizzeremo. Consideriamo i periodi:

Ho sentito la canzone che è in testa alle classifiche.

Ho visto i due film che la televisione ha trasmesso ieri.

Ho sentito la canzone la quale è in testa alle classifiche.

Conosco il film del quale la televisione ha trasmesso solo alcune sequenze.

Conosco la persona cui dicevi -buonasera-.

Non conosco la signora la cui figlia è stata arrestata ieri.

È una persona di cui non so nulla.

Mi ha tradito un amico della cui la fedeltà non avevo mai dubitato.

Chi ama è felice.

Dai aiuto a chi te lo chiede.

In tutti questi periodi la proposizione principale è sempre affiancata da una subordinata introdotta da un pronome relativo diverso. La varietà dei pronomi relativi ( che, quale, cui, chi) e la loro parziale interscambiabilità sono la ragione di forme diverse tra le subordinate relative.

 

Alcune osservazioni sui pronomi relative che introducono la subordinata relativa:

CHE, è il pronome relativo più comune e più semplice da usare, anche perché serve solo per esprimere o un soggetto o un complemento oggetto, siano essi maschili o femminili, singolari o plurali, come negli esempi riportati. Segue sempre la parola cui si riferisce:

…………….la canzone che ……………..

……………. i due film che ………………

 

(il,la) QUALE / (i,le) QUALI. Questa forma è più complessa della precedente solo perché cambia dal singolare al plurale e l’articolo che la precede deve concordare, svolge funzione di soggetto e di complemento indiretto , mai di oggetto: è facile da usare perché segue sempre il termine cui si riverisce l’antecedente:

 

………………..la canzone la quale…………

………………..il film del quale ……………

 

L’uso di “ quale” può essere difficoltoso perché questo relativo, esprime anche i complementi indiretti, ed è connesso a preposizioni anche articolate:

 

La barca sulla quale attraversò l’oceano era particolarmente ricca di strumentazione.

Ecco i cespugli fra i quali è finita la palla.

Ti presento gli amici con i quali sono stata in Grecia.

Ancora più complessa è questa forma:

È una Ferrari la macchina al volante della quale ha vinto il Gran Premio

perché in questo periodo il relativo della quale è separato dall’antecedente cui si riferisce. In alcuni casi che e quale sono interscambiabili e in certi altri no. Da qui uno degli errori più frequenti è quello appunto di sostituire a quale preceduto da preposizione ( quindi esprimente complemento indiretto) il che.

È un errore dire:

L’amico, che gli ho prestato la moto, è simpatico.

invece di :

L’amico al quale ho prestato la moto, è simpatico.

L’amico cui ho prestato la moto, è simpatico.

no:

Gli amici che ti ho parlato ieri...

si:

Gli amici di cui ti ho parlato ieri...

Gli amici dei quali ti ho parlato ieri…

Anche sostituire quale a che quando che esprime un complemento oggetto, non è corretto quindi dire:

L’amico, il quale ti ho presentato ieri, è americano.

Che e quale sono interscambiabili solo quando esprimono un soggetto.

Si può dire indifferentemente:

Ho visto il film che ha vinto a Venezia il Leone d’oro.

Ho visto il film il quale ha vinto a Venezia il Leone d’oro.

Anche se nell’uso prevale “che”.

CUI

È il più complesso da usare. Non può esprimere né un soggetto né un complemento oggetto, ma solo complementi indiretti. Può presentarsi da solo, con articolo, con preposizione semplice o articolata, ( come si può vedere dagli esempi all’inizio della lezione).

Se cui non può mai essere sostituito da che, può con le dovute attenzioni essere sostituito da quale:

la persona cui dicevi ……………..= alla quale.

Le persone di cui parlavi ………..= delle quali.

L’amico con cui sei partito ……….= col quale

I mobili di cui ti sei liberato……...= dei quali

La signora il cui figlio si è rotto una gamba...= della quale

e così via. Anche cui rimane invariato, pur esprimendo singolare e plurale, maschile e femminile.

 

CHI

Ultimo tra i pronomi relativi, chi ha un uso più limitato e questo perché equivale all’esperssione colui che, colui il quale:

Chi vuole venga con me ………..= colui il quale

Premierò chi lo merita…………...= colui il quale

Darò la stanza a chi si presenterà per primo……….= a colui il quale

Chi riunisce in sé e fonda due elementi che fanno parte il primo della principale e il secondo della subordinata relativa.

Nel caso di una subordinata introdotta da chi è meglio far sempre la prova e sostituire chi con colui che:  se questo è possibile ci troviamo davanti ad una relativa e non ad una interrogativa indiretta.

 

CONCLUDENDO LE SUBORDINATE RELATIVE SONO ESPRESSE MEDIANTE:

CHE

IL QUALE

CUI                                                                            + UN MODO FINITO ( congiuntivo o indicativo) DEL VERBO

CHI

 

Prossima lezione


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