In questa lezione i pronomi personali. I pronomi personali si dividono in pronomi soggetto e pronomi oggetto. I primi sostituiscono il soggetto della frase,mentre i secondi sostituiscono l’oggetto. Questi pronomi sono quelli che indicano chi compie, chi fa l’azione (il soggetto appunto) Lui non viene al mare domani. Loro ci hanno appena avvisato. In queste frasi non diciamo il nome del soggetto, ma lo sostituiamo con il pronome.

 

 

Pronomi personali

C’è una parte del discorso molto utile ed “economica”, che ci permette di sostituire molti segni verbali, a cominciare dai nomi: il pronome.

Osserva queste frasi:

a)

mio fratello ---------------------→    canta sempre

la zia  ------------------------------→    canta sempre

Marco -----------------------------→    canta sempre

sostituiscilo con  EGLI  -------→  parla sempre

b)

tutti gli invitati ------------------------→  arriveranno domani

i temporali -------------------------------→ arriveranno domani

Francesco e Stefano -------------------→ arriveranno domani

sostituiscilo con ESSI ---------------→  arriveranno domani

c) tutti ricordano --------------------→  che c’era stata un’epidemia

tutti ricordano ------------------------→ ciò che è successo

tutti ricordano -------------------------- quel fatto?

LO ---------------------------------→   ricordano tutti

In generale i pronomi hanno la funzione di sostituire altri nomi e altri segni verbali, compreso intere frasi come nell’esempio c)

Nella grande famiglia dei pronomi ci sono varie categorie. Il primo che analizzeremo è il pronome personale. Sono chiamati pronomi personali perché in funzione di sostituenti, stanno al posto dei nomi di persona (ma anche di animale o cosa).

Adesso, se ci ricordiamo la coniugazione dei verbi, ci sarà più facile la conoscenza con i pronomi personali.

La coniugazione, infatti, si articola per persone: prima persona singolare, seconda persona singolare, terza persona singolare; prima persona plurale, ecc.

Quando si pronuncia (o si scrive) una frase che contiene un verbo, il pronome usato per indicare colui che emette il messaggio è quello di prima persona singolare

IO → quando si tratta della persona del verbo, “protaagonista” dell’azione, sia essa attiva, passiva o riflessiva

ME   negli altri casi, quando cioè il nome non indica il protagonista dell’azione verbale, ma la  persona a cui l’azione verbale è rivolta, il “destinatario” dell’azione

MI

ES: Io sono innocente.

State parlando di me?

Tutti mi salutano.

Il pronome di seconda persona singolare indica invece colui a cui si parla, cioè la persona che riceve il messaggio:

TU (protagonista ---------------------  →   non combini nulla.

      dell'azione )

TE  (destinatario

TI  dell’azione)       ------------------- per te faccio questo e altro.

Il pronome di terza persona singolare indica la persona di cui si parla:

maschile

EGLI protagonista ------------------→  Egli tacque all’improvviso.

LUI  ----------------------------------------→   Questa magnifica torta è per lui

LO  (destinatario)-------------------- →    lo baciò con affetto

GLI     (= a lui ) ------------------------→   A Natale gli regalerò una camicia

femminile

ELLA -----------------------------------→      Ella rimase esterrefatta

LEI --------------------------------------→      Con lei starete bene

LA (destinatari) -----------------------→    La saluti per me

LE (= a lei) -----------------------------→    Le porto subito il resto

La terza persona singolare può indicare anche un animale o una cosa, in questo caso è più corretto usare, sia per il protagonista sia per il destinatario i seguenti pronomi:

ESSO maschile ------------------------→    Il diamante è un minerale di carbonio; esso è raro in natura.

ESSA femminile -----------------------→    Ammaestrai la scimmietta dedicandomi ad essa tutte le sere.

Il pronome di prima persona plurale indica coloro che emettono il messaggio:

NOI (protagonisti) ----------------------- → Noi portiamo fortuna

NOI ------------------------------------------→  Stanno parlando di noi.

CI (destinatari) --------------------------→   Tutti ci rispettano.

Il pronome di seconda persona plurale indica coloro ai quali è rivolto il messaggio:

VOI (protagonisti) ---------------------→  Voi verrete ascoltati più tardi.

VOI (destinatari) -----------------------→   Il giudice premierà voi.

VI -----------------------------------------------→Vi lascio in buona compagnia.

Il pronome di terza persona plurale indica le persone delle quali si parla:

maschile

ESSI (protagonisti) -----------------------------→  Essi si divertono alle mie spalle.

LORO -----------------------------------------------→  Sto parlando con loro.

LI (destinatari) ------------------------------------→  Li senti anche tu?

Femminile

ESSE (protagoniste) ---------------------------→ Esse riusciranno a vincere

LORO ----------------------------------------------→ Queste gonne sono loro

LE (destinatarie) ------------------------------→  Le ricordiamo con molto affetto.

Per gli animali e le cose, occorre usare:

ESSI (maschili) ---------------------- Notammo dei vasi: essi giacevano sul fondo marino.

ESSE (femminili) ----------------------- Aprì cento ostriche, ma in esse trovò solo una perla.

Uso del pronome di terza persona LUI

Osservando lo specchietto dei pronomi personali di terza persona, vediamo che la forma lui è normalmente in uso quando il pronome esprime il destinatario dell’azione:

Non darlo a me quel libro, dallo a lui.

Mentre, per indicare che il segno pronominale esprime la persona che compie l’azione, cioè il soggetto del verbo, si usa la forma gli:

Egli tacque all’improvviso.

Esistono però, specialmente nelle lingua parlata, costruzioni che prevedono l’uso della forma lui come soggetto del verbo. Ciò accade quando si vuole dare un particolare rilievo alla persona che compie l’azione, espressa tramite la forma pronominale:

1) L’ha detto lui!/

2) Io prenderò un panino, e lui una bibita.

In questa seconda frase la funzione di contrapposizione svolta dal pronome lui è chiara.

La forma lui è normalmente usata dopo anche, neanche, nemmeno:

Verrà certamente anche lui.

Nemmeno lui è in grado di dirci cosa è successo.

Frequente è il pronome di terza persona singolare e plurale ne che assume talvolta la funzione di un tipo di pronome che vedremo più avanti, il pronome dimostrativo:

NE = di lui / lei, da lui/ lei

= di loro, da loro

= di ciò, da ciò ( funzione di pronome dimostrativo)

Garibaldi è morto ma tutti ne ricordano le imprese. = (ricordano le imprese di lui)

Gli amici partivano: ce ne separammo piangendo. = (ci separammo da loro)

Se osserviamo l’ultima frase tra parentesi si nota che il pronome ci (ci separammo = separammo noi) ha assunto la forma ce. Questo avviene quando il pronome ci precede i segni verbali lo, la, li, le, ne:

Ce lo dici?

Ce la vuoi dare?

Ce li vogliono offrire.

Ce ne daranno otto.

Così si comportano anche gli altri pronomi personali:

mi →me; ti →te; vi →ve.

  • Il pronome ne può sostituire anche l’espressione di ciò, da ciò, di questo, da questo.

Ciò e questo come vedremo in seguito sono pronomi dimostrativi.

Si usa come regola il pronome loro nel senso di “ a, per loro”: oggi però nella lingua comune ( è comunque un errore), si tende a sostituire, anche per il plurale, loro con gli:

Ho chiamato i ragazzi e gli ho dato i libri. = ho dato loro

Anche le forme egli e ella sono ormai sostituite (soprattutto nel parlato), dai più ricorrenti lui/lei.

I pronomi personali di terza persona, si fondono fino a formare un unico segno verbale:

Lo dirò a lui / lei / loro --------------→  glielo dirò.

La restituisco a lui / lei loro --------→ gliela restituisco.

Li portiamo a lui / lei / loro ---------→ glieli portiamo.

Le diedi a lui / lei / loro --------------→ gliele diedi.

Ne parlerò con lui / lei / loro ----------→ gliene parlerò.

Oppure si agganciano ai verbi, formando un’unica parola:

lascialo – portalo – portamelo

Prossima lezione

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La struttura dell'italiano

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Verbo: i tempi del verbo
I modi del verbo
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La forma del verbo: attiva, passiva, riflessiva
La forma riflessiva
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Nomi invariabile
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Articolo indeterminativo
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