In questa lezione il pronome e il testo. Oltre alla funzione sostitutiva il pronome può svolgere anche altre funzioni: a) una funzione anaforica, in quanto ci rinvia a nomi o altre espressioni già nominate prima: Ieri ho incontrato “Gianni” e sono rimasta a parlare con “lui”; una funzione cataforica, in quanto il riferimento è a qualcuno o qualcosa non ancora nominati (per catafora si intende qualcosa di cui si parlerà in seguito. Funzione deittica o indicativa e una funzione sintattica.


 

 

 


 

Il pronome e il testo

pronome- funzione anaforica personale-possessivo-grammatica-italiana

La principale funzione del pronome è quella sostitutiva. Il suo uso consente, infatti, a chi scrive o parla di esprimersi in modo fluido e senza ripetizioni. Ora proviamo di capire in quale modo si possono usare i pronomi per avere un testo ben strutturato.Per questo motivo prima di esaminare i vari tipi di pronomi, analizzeremo i vari compiti che il pronome può svolgere e quindi quali funzioni assume:

  • A) una funzione anaforica, in quanto rinvia a nomi o altre espressioni già nominate prima (l'anafora è un procedimento linguistico mediante il quale un termine fa riferimento "all'indietro", ossia a qualcosa di cui si è già parlato):

Ieri ho incontrato Maria e mi sono fermato a parlare con lei.

  • B) una funzione cataforica, in quanto il riferimento non è a espressioni antecedenti, ma a qualcuno o qualcosa non ancora nominati (per catafora si intende “rimando in avanti”, a qualcosa di cui si parlerà più avanti, a qualcosa di cui si parlerà in seguito ):

La ragione del mio disaccordo è questa: il suo comportamento è stato offensivo nei miei confronti.

In queste due funzioni il pronome si dimostra come un termine adattabile, il cui riferimento va cercato in una parola o in un'espressione seguente.

  • C) una funzione deittica o indicativa. Negli esempi visti finora il pronome si trova sempre vicino ad alla parola o alla frase cui si riferisce, per trovare le quali, basta cercarle un poco indietro o avanti nel testo. Ma non è sempre così; i o leggo, tu studi, i pronomi io e tu non sostituiscono nessun nome, non hanno funzione sostitutiva , ma indicano la persona che legge (io) e quella che studia (tu). In questo caso il pronome serve a indicare persone o cose che fanno parte  della situazione in cui avviene la comunicazione. Esso funziona come deittico, che significa “indicatore”, non rinvia ad altre parole presenti nella frase, ma viene chiarito solo attraverso un rimando alla situazione. A spiegarlo può essere necessario anche, per esempio, un cenno o un gesto di chi sta comunicando. Se l'insegnane, rivolgendosi ad un gruppo di alunni, dicesse:

Verresti tu alla lavagna per scrivere il problema ?

non sapremmo quale studente dovrebbe andare, se non usando elementi extralinguistici, quali lo sguardo dell'insegnante e/o l'indice della sua mano. Questa funzione deittica del pronome, si ha tutte le volte in cui il pronome serve a indicare qualcosa che ci rimanda alla situazione in cui avviene la comunicazione:

Voglio questo! (indicando un libro tra molti )

Prendila ! (gettando la palla)

E' stato lui ! (indicando qualcuno)

  • D) una funzione sintattica, in quanto permette creare tra due proposizioni rapporti di coordinazione e subordinazione:

Ho mangiato una pizza; essa era molto buona.

il pronome personale essa ha, accanto alla funzione sostitutiva, anche una funzione coordinante. Se dico:

Ho mangiato una pizza che era molto buona.

Il pronome relativo che, oltre ad essere sostitutivo, rende la seconda proposizione dipendente dalla prima e ha quindi una funzione subordinante.

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