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il predicato

Il termine predicato deriva da una parola latina praedicatum, ciò che viene predicato, ciò che viene detto” . Il predicato è la parte della frase che predica, cioè dice, afferma dichiara qualcosa a proposito del soggetto. Il predicato è sempre formato, senza possibilità di eccezioni da un verbo. Il verbo può essere solo o, quando non basta da sola ad esprimere un senso compiuto può essere accompagnato da uno o più parole che lo completano. Il predicato si può distinguere in due tipi: il predicato NOMINALE, formato dal verbo essere o da un altro verbo che svolga la stessa funzione ( verbo copulativo) e da una parte nominale. Il predicato VERBALE è formato da un qualsiasi verbo, attivo,passivo, o riflessivo, di senso in sé compiuto ( verbi predicativi )

Spiegazione grammaticale

Il predicato

 

 

 

Ritorna una vecchia conoscenza il verbo.

Dopo aver approfondito le piu’ significative caratteristiche del verbo, e visto quanto importanza esso rivesta tra tutte le parti del discorso, passiamo ora a osservarlo immerso nel contesto della frase.

Anche nella frase il verbo, che da ora in poi ( esso solo, o accompagnato da altri elementi ) verra’ chiamato predicato, continua ad essere la colonna portante all` interno della frase.

Predicato, dal latino praedicatum, significa cio’ che viene detto, quindi il predicato di una frase e'  cio'  che viene detto attorno a qualcosa, ossia l’ elemento che fornisce informazioni, che predica delle notizie. E’ l’elemento piu’ adatto a svolgere questa funzione, viste le molte informazioni che esso porta con se’ . In una frase come :

 

Ogni volta la bambina piangeva.

La parola piangeva ci da’ informazioni riguardo alla bambina, dicendoci ad esempio che cosa faceva ( piangeva ), quando lo faceva ( nel passato ) ecc.

 

  • Il predicato è ciò che si afferma del soggetto e costituisce l’elemento principale della frase. Ci sono due tipi di predicato: il predicato nominale e il predicato verbale.

 

È predicato nominale, se consiste in un nome o in un aggettivo, che indica una qualità o una condizione del soggetto. In questo caso si unisce al soggetto per mezzo di una voce del verbo “ essere”:

 

Il cielo è limpido;

La vipera è velenosa;

Carlo e Giorgio sono coetanei;

La lezione è stata noiosa.

La gita in montagna sarà indimenticabile.

 

La voce del verbo essere si dice copula ( “legame”, in quanto lega il soggetto al sostantivo o all’aggettivo), mentre il sostantivo o l’aggettivo unito ad essa si dice nome

del predicato, oppure parte nominale del predicato :

 

 

soggetto                     copula                       nome del predicato

 

Carlo                                è                                      intelligente.

 

La copula si accorda con il soggetto nella persona e nel numero. Per quanto riguarda la parte nominale si distinguono due casi :

  1. quando la parte nominale e’ formata da un nome o un aggettivo di genere variabile, essa si accorda con il soggetto nel genere e nel numero:

 

Paolo e’ un professore. | Francesca e’ una professoressa.

Il pranzo era saporito. | La cena era saporita.

 

2. quando la parte nominale e’ formata da un nome di genere non variabile, esso si accorda con il soggetto solo nel numero:

Il tulipano e’ un fiore.| La rosa e’ un fiore.

Marco e Carlo sono nipoti di Angela.| Anna e Lisa sono nipoti di Angela.

 

E' predicato  verbale ogni forma verbale ( attiva, passiva, riflessiva, ecc.) di senso determinato, qualunque esso sia:

il treno fischia.   verbo attivo

il treno e' guidato. verbo passivo

il treno si ferma.   verbo riflessivo

 

Il predicato verbale e’ formato da un verbo predicativo, che come sappiamo ( morfologia unita’ 17 ) e’ un verbo che ha un proprio senso compiuto e puo’ essere usato da solo.

 

La luce tremava in lontananza.

Quando tornerai dal Messico?

Di’ ancora una bugia e non ti credero’ mai piu’!

 

Sono esempi di frasi i cui predicati sono costituiti da verbi: tremava, tornerai, di’, credero’ , sono verbi in grado di predicare da soli, senza aiuti di sorta.

 

Se il predicato verbale e’ formato da una voce composta, il participio passato rimane di norma invariato se l’ ausiliare e’ avere, concorda con il soggetto nel genere e nel numero se l’ ausiliare e’ essere:

 

Paola ha letto. / I genitori hanno letto.

Paola e’ partita. / Le amiche sono partite.

 

I verbi servili potere, dovere e volere e i verbi aspettuali ( o fraseologici ) come stare per, smettere di, cominciare a, costituiscono con il verbo da essi retto un’unica unita’ logico -sintattica; questa unita’ viene quindi analizzata come un solo predicato:

 

Il bambino ( soggetto ) vuole mangiare ( predicato verbale).

 

Mariolino ( soggetto) smise di piangere ( predicato verbale).

 

 

Il verbo essere, oltre che avere valore di copula ed essere utilizzato come ausiliare, puo’ anche comportarsi come un normale verbo predicativo, e quindi formare un predicato verbale, quando significa

esistere,stare, trovarsi, appartenere:

 

Tuo fratello e’ ( si trova ) in citta’.

In questo momento sono ( mi trovo) all’estero.

La responsabilita’ e’ di entrambi ( appartiene ad entrambi ).

La frase nominale

 

 

sono frasi complete, nelle quali il predicato è sottinteso.

Questo può verificarsi quando :

a) quando il predicato è ricavabile dal contesto, come ad esempio nelle risposte:

- Vai al parco o a casa?

- A casa (sottinteso vado )

b) nelle espressioni di saluto e negli ordini:

Buonasera ( sottinteso ti auguro )

zitto ( sottinteso sai )

c) nei titoli dei giornali

Gli italiani alle urne. ( sottinteso vanno )

Ad ovest niente di nuovo ( sottinteso non succede )

d) nella pubblicità

Gled Pot Pourri. Il respiro naturale della tua cas. ( sottinteso è )

 

L'uso frequente delle frasi nominali nel linguaggio giornalistico e in quello pubblicitario si spiega facilmente con il fatto che esso permette di essere brevi e immediati.

 

 
Sono frasi nominali anche quelli dei " cartelli" :
 
 

 
 "Attenti al cane"       "Divieto di transito"       "Strada bagnata"
 


 





Esercizi di italiano su il predicato




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