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verbi transitivi e verbi intransitivi

Analizziamo i verbi predicativi.  Vi sono  verbi che indicano un'azione che, per avere senso compiuto deve trovare indicato anche l'oggetto su cui esso si compie: Il vento portò via ( che cosa?)  i cappelli dei signori. L'azione espressa dal verbo portò è completata dall'aggiunta si un oggetto, i cappelli: le cose, le persone,  gli animali aggiunti  modo  diretto per completare il verbo, si dicono complemento  oggetto, e  i verbi che possono avere tali  complementi si chiamano  transitivi, a significare appunto che la loro azione transita o  passa  dal soggetto che la fa  a un oggetto che la riceve. Vi sono verbi invece che da soli indicano compiutamente un'azione:   Il cavallo galoppa.  Il verbo galoppa esprime in sé azione compiuta, cioè azione che non passa sopra un oggetto, ma resta in chi la fa : è intransitivo.  I verbi transitivi esprimono azione. I verbi intransitivi esprimono  stato o modo di essere ( dormire, riposare, fiorire...) o azione che resta in chi la compie  (parto).  

Spiegazione grammaticale

verbi transitivi e verbi intransitivi

Risultati immagini per passare  di là

 

Azioni che passano e che non passano.

L'azione presuppone necessariamente un soggetto che la compia. Come concepire infatti, per esempio l'azione di correre, senza immaginare contemporaneamente qualcuno o qualcosa che corra? Diciamo allora : una lepre corre, un' automobile corre, soltanto così, indicando chi fa l'azione, abbiamo compiuto il senso del verbo. Ci sono per altro dei verbi per i quali, anche indicando il soggetto, il senso dell'azione tuttavia non è compiuto.

Prendiamo il verbo lodare.

Anche quando dico  il presidente loda, l'azione del lodare resta sospesa. E viene spontanea la domanda : “ chi o cosa loda il presidente ? “ Insomma, per compiere il significato di questo verbo dovrò aggiungere anche il nome della persona o della cosa sulla quale passa l'azione del lodare. Dirò: il presidente loda l'impiegato onesto. La persona o la cosa sulla quale deve passare l'azione del verbo perché il suo senso sia compiuto si chiama “complemento oggetto “.

Da quanto sopra deriva che vi sono due specie di verbi: quelli la cui azione è compiuta in sé, e si chiamano intransitivi, quelli la cui azione, perché il senso sia compiuto, deve passare su un complemento oggetto, e questi si chiamano transitivi, dal latino transire, che significa appunto “ passare al di là “. Per capire dunque se un verbo è transitivo o intransitivo, basta vedere se consente o no l'uso di un complemento oggetto: perché il verbo intransitivo può avere tutti i complementi, meno il complemento oggetto.

Attenzione questa distinzione  non va presa in modo assoluto. Qualche volta i verbi transitivi possono far a meno del complemento oggetto assumendo un significato più generico.

  • Io mangio, io bevo, io leggo:

qui l'azione del verbo è compiuta in sé, in quanto non importa sapere che cosa mangio, che cosa leggo, che cosa bevo.

Ci sono verbi transitivi che, usati intransitivamente, cambiano addirittura il significato : se dico tu ci rovini. qui, rovinare significa mandare in rovina, ha il complemento oggetto ed è perciò verbo transitivo; ma se dico la quercia rovinò. il verbo è diventato intransitivo, cambiando il significato suo primitivo in quello di “cadere in rovina”.

Ci sono molti verbi che possono prendere come complemento oggetto una parola ricavata dalla loro stessa radice o dal loro significato: io vivo una vita da principe, egli pianse lacrime amare. In grammatica il complemento oggetto così ricavato si chiama complemento interno. ( vedi la Sintassi )

 

In caso di dubbio è utile consultare il dizionario: indica se un verbo è transitivo o intransitivo e illustra con opportuni esempi, le possibili costruzioni corrette.





Esercizi di italiano su verbi transitivi e verbi intransitivi




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