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il nome comune, nome proprio,individuale, collettivo

Rispetto alla qualità della persona, dell'animale o della cosa indicata, il nome può essere CONCRETO o ASTRATTO, COMUNE o PROPRIO, INDIVIDUALE o COLLETTIVO.

Spiegazione grammaticale

Il nome: l'aspetto semantico.

 

 

 

Dal punto di vista semantico, cioè a seconda del significato che esprimono,  i nomi si dividono in:

nomi propri e nomi comuni, nomi concreti e nomi astratti, nomi individuali e nomi collettivi.

Ogni nome,può appartenere a più categorie semantiche: può cioè essere un nome comune e concreto, un nome proprio e concreto e simili.

 

 

I nomi comuni e i nomi propri

Dal libro  " Il mago di Oz"  : Dorothy viveva nella  grande  prateria  del Kansas, con lo zio Henry, un agricoltore, e la zia Emma, sua moglie.

Prateria, zio, agricoltore, zia e moglie sono chiamati nomi comuni per distinguerli dai nomi propri, come Doroty, Kansans, Henry ed Emma.

I primi designano classi di oggetti, i secondi invece identificano individui o entità uniche, persone, città, fiumi ecc.

Il nome zia è un nome comune in quanto designa una persona qualsiasi appartenete alla classe delle persone note come zie.

Il nome Emma, invece è un nome proprio perché designa una persona precisa, individuandola tra tutte le alte.

La distinzione tra nomi comuni e nomi propri viene  segnalata nella scrittura, usando la lettera maiuscola per l'iniziale dei nomi propri.

Inoltre, come vedremo più avanti, i nomi propri di persona non richiedono l'articolo.

 

 

 

Nomi concreti e astratti

 

NOMI CONCRETI E ASTRATTI

 

Se Dorothy si guardava intorno, vedeva intorno a sé
solo la grande prateria grigia, che si stendeva fino all'orizzonte
senza che una casa,un albero ne interrompesserla monotonia.

 I  nomi sono distinti tradizionalmente in: nomi concreti e nomi astratti.

 

Concreto è il nome che indica persone, cose, animali, che esistono realmente, o che sono pensati come corpi esistenti realmente: 

casa, prateria, albero.

 

Astratto è il nome che esprime solo un'idea, cioè una qualità, uno stato, una facoltà

che la nostra mente considera in astratto,  cioè come elaborazione della  mente, non come una cosa avente corpo materiale di persona  o cosa o d'altro :

            orizzonte, monotonia.

 

Fino a qui tutto bene. Ma nomi come corsa, partenza che designano azioni, o nomi come fermentazione, marea, fotosintesi, che designano processi o nomi come gioia, paura, amore, che designano stati d'animo sono concreti o astratti?

Difficile decidere, ma soprattutto poco utile; comunque non rilevante grammaticalmente, e non è motivata dal punto di vista del significato la distinzione fra nomi concreti e nomi astratti.

 

 

 

 

Ma per completezza, ecco una distinzione"tradizionale"   fra nomi concreti e nomi astratti:

Sono concreti tutti i nomi indicanti:

  • persone, animali, cose esistenti materialmente: persona, galline,foglie;

  • persone avente sostanza spirituale: Dio, anima, angelo;

  • persone e animali mitologici o fantastici, immaginati come realmente esistenti: Giove, Ippogrifo, Sfinge, Renzo e Lucia, ecc.

 Sono astratti tutti i nomi indicanti :

  • le azioni o i fatti : la lettura, cioè l'azione di leggere, l'incidente, la guerra, ecc.

  • le qualità: la bontà, cioè la qualità di essere buono, la dolcezza, cioè la qualità della dolcezza, ecc.

  • i sentimenti e gli stati dell'animo: la pace, l'amore, l'odio, la gioia, ecc.

  • le scienze e le arti: la geometria, la poesia, la musica;

  • le misure di tempo, di lunghezza, ecc. es: il giorno, l'anno, il chilometro.

I nomi astratti derivano in genere:

  • da nomi concreti es: il compagno → la compagnia

  • da aggettivi qualificativi : es gentile  →  la gentilezza;

  • da verbi : sorridere  →  il sorriso.

A volte lo stesso nome può essere concreto o astratto, secondo il significato:

Le persone solitarie non amano la compagnia  = astratto.

Salutai la compagnia = i compagni: concreto

 

Nomi individuali e nomi collettivi.

 

 

 

 

Si possono suddividere i nomi secondo un altro criterio,

cioè distinguendoli fra nomi individuali e nomi collettivi.

I nomi individuali

Quando un nome indica una singola entità, essere vivente, oggetto o concetto, indicandola con il suo nome proprio oppure con il nome comune della categoria cui appartiene:

Paola, bambino, pecora, bottiglia.

La maggior parte dei nomi sono individuali, essi possono indicare anche più individui, ma solo al plurale:

bambini, pecore, bottiglie.

I nomi collettivi sono nomi che pur essendo nomi al singolare, indicano una pluralità di persone, di animali o di cose sia numericamente indeterminata:

folla, gente, gruppo, flotta, gregge, mandria, stormo, sia numericamente determinata: coppia, paio, dozzina.

Con i nomi collettivi il verbo può essere concordato, oltre che al singolare, anche al plurale:

Un gruppo di studenti raggiunse l'aula.

 


 



 

Nomi numerabili e nomi non numerabili

 

 

Spesso trascurata, ma importante, è infine la distinzione fra nomi di oggetti numerabili:

matita, porta, vaso...

e nomi di oggetti non numerabili:

acqua, aria, polvere …

Questi ultimi richiedono l'articolo partitivo.

Alessandra ha chiesto dell'acqua.

 

 

 

 

ed infine :

Nome, cognome, soprannome, pseudonimo e patronimico.

 

 

 

INTERMEZZO CON NOTE LINGUISTICHE

 

Risultati immagini per intermezzo

 

 Molti nomi propri di persona o di luogo derivano da nomi comuni. Spesso risalire all'origine è difficile,perché, con il passare del tempo, il nome ha subito modifiche importanti o perché la lingua di partenza non ci è nota. Altre volte è più facile scorgere, dietro all'attuale nome proprio, il nome comune. Tra i nomi di persona ad esempio ci sono Massimo, Patrizia, Rosa. Tra i nomi di luogo, o toponimici che derivano da nomi comuni ricordiamo per esempio Civitavecchia, Grottammare, Tricase.

Ci sono poi nomi propri che sono diventati comuni:

adone, perpetua, dongiovanni, giuda, mecenate, mida, narciso …

Sono personaggi del mito o della letteratura o comunque famosi, diventati simboli di un dato carattere umano.

Questo passaggio corrisponde ad una figura retorica che si chiama antonomasia, dal greco antonomasìa = parola al posto di. (vedi unità 17 .comunicazione. le figure retoriche)

Si dice ad esempio:

Il proprietario di quell'azienda si comporta da vero mecenate.

intendendo riferirsi ad una persona che ama aiutare finanziariamente artisti e promuovere iniziative culturali  (da Mecenate, che fu molto generoso con poeti e artisti).

 

 

 

  • ALCUNI NOMI PROPRI DIVENTATI COMUNI
     

ATLANTE  =  raccolta di carte geografiche  →in mitologia, uno dei titani condannati a sostene la terra sulle spalle;

CASANOVA  =  grande seduttore → dal nome di Giacomo Casanova, avventuriero veneziano;

CICERONE =  persona eloquente→ nome di un famoso oratore latino;

AZZECCAGARBUGLI  =  avvocato di poco valore→ dal nome di un personaggio dei « Promessi Sposi » di Alessandro Manzoni, composto da « azzeccare » e il plurale di « garbuglio »

CHAMPAGNE  = vino francese bianco e pumante →il nome della regione in cui viene prodotto;

CLACSON (o CLAXON )=  avvisatore acustico negli autoveicoli → dal nome dell’inventore Klaxon

GAZZETTA =giornale, pubblicazione periodica (oggi solo come titolo di alcuni quotidiani e periodici): Gazzetta dello Sport →

Forse da gazzetta – una moneta veneziana-, da cui avrebbe preso nome il giornale veneziano «La gazeta de le novità» (sec. XVII), che costava appunto una gazzetta;

MENTORE =amico fedele→ nome di un personaggio dell’Odissea;

DEDALO =labirinto, intrico di vie e passaggi →dal nome del costruttore del labirinto nell’isola di Creta;

LABIRINTO  = edificio con un’intricata rete di camere e di corrodoi → dal nome di una leggendaria reggia di Minosse dalla quale non si poteva uscire senza guida;

MIDA  = uomo favolosamente ricco e fortunatissimo negli affari →personaggio mitologico che trasforma in oro tutto ciò che tocca;

NARCISO =  persona oltremodo compiaciuta del proprio aspetto fisico→ si riferisce al bellissimo mito narrato da Ovidio nelle Metamorfosi;

PERPETUA =   la governante di Don Abbondio nei « Promessi Sposi » di  Manzoni;

PIGMALIONE = chi fa da maestro a persona rozza e incolta, spec.a una donne, sviluppandone le qualità naturali e affinandone i modi →

 dal nome del mitico re di Cipro che, innamoratosi di una donna, ottenne da Venere che fosse trasformata in una creatura vivente, che poi egli sposò;

SAVONAROLA  = tipo di sedia o poltrona → dal nome di Girolamo Savonarola, sacerdote fiorentino domenicano del XV secolo;

SUPERMAN = uomo eccezionalmente dotato, specie dal punto di vista fisico → personaggio dei fumetti dotato di poteri straordinari, inventato nel 1938 dagli americani J.Siegel e J.Shuster

SAINT-HONORE = dolce formato da una corona di bignè alla crema → dal nome di rue Saint-Honoré, via di Parigi, in cui abitava il pasticciere che l’ideò;

STRADIVARIO  = Violino o violoncello → il nome del fabbricatore cremonese Antonio Stradivari ( 1644-1737)

PAPARAZZO = fotoreporter   → dal cognome di un fotografo di un film di Federico Fellini.

 

 

 

LA LINGUA NELL'USO

PRIMA IL NOME O PRIMA IL COGNOME?

 

L'italiano vuole che il nome proprio di una persona sia messo sempre prima del cognome. Paola Bianchi, Oreste Lionella, Roberto Valeria. Perché?

Perché il nome indica l'individuo ( la parte ) nell'ambito della famiglia ( il tutto ) segnalata dal cognome:

quindi si deve porre per prima la parte (Paola) e dopo il tutto ( Bianchi).

Questo appare ancora più vero se si tiene conto del fatto che, originariamente, la maggior parte dei cognomi erano altrettanti complementi di specificazione

che indicavano il nome del padre dell'individuo in questione:

Dante Alighieri, ad esempio, in origine si chiamava Dante Alighierii, cioè “Dante ( figlio) di Alighierio”.

L'uso di porre il nome davanti al cognome, che è comune a tutti i paesi europei tranne l' Ungheria,

permette di stabilire con sicurezza quale è il nome e quale è il cognome nei casi ambigui:

così come in casi Serena Anselmo o Tentorio Battista,

l'ordine delle parole ci dice senza ombra di dubbio che

Serena e Tentorio sono due nomi e Anselmo e Battista sono due cognomi.

L'inversione della sequenza nome – cognome è permessa solo negli elenchi alfabetici,

come nelle rubriche telefoniche, negli schedari anagrafici, negli indici e nelle enciclopedie.

In tutti gli altri casi, è considerata errata.

 

 

 

 

 





Esercizi di italiano su il nome comune, nome proprio, nome collettivo




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