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il nome genere - Grammatica italiana

Lezione e spiegazione su il nome genere che spiegano i vari argomenti della grammatica italiana in modo semplice, accompagnate da esempi e immagini. Inoltre tanti esercizi per ogni lezione per capire immediatamente quanto compreso.

Spiegazione grammaticale

 

Il genere del nome

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

Dopo aver osservato l'origine, la formazione e la specie dei nomi, prendiamo in considerazione un'altra categoria grammaticale: il genere del nome.

Se riferita a persone o ad animali, la distinzione tra nomi maschili e nomi femminili è motivata, cioè ha un fondamento naturale. Al contrario, essa è solo convenzionale se riferita a esseri inanimati e perciò privi di sesso. Non sempre comunque, anche per gli esseri animali, si hanno nomi maschili per i maschi e nomi femminili per la femmina;ci sono infatti nomi femminili per indicare individui di sesso maschile ( la sentinella, la guardia... e nomi maschili per indicare individui di sesso femminile il soprano, il contralto …  In latino, esisteva, per riferirsi a esseri inanimati, il genere neutro, dal latino neuter che significava né l'uno né l'altro, cioè né maschile né femminile.  Nel passaggio dal latino all'italiano i sostantivi neutri sono diventati di genere maschile, molto più raramente di genere femminile.

 

Formazione del femminile

Il modo in cui si forma il femminile di un nome ci permette di suddividere i nomi in diverse categorie: nomi mobili, nomi indipendenti, nomi promiscui.

 

 

Schematizziamo i vari tipi di passaggio dal maschile al femminile. Dietro ognuno di essi vi è una lunga storia collegata all'evoluzione del latino all'italiano.


 

1)  Cambiano di desinenza:

maestr ........ o

                      a

amico / amica, cavallo/ cavalla

ma la lista è lunghissima.


 

2) Cambiamento di desinenza e inserzione, tra la radice del nome e la desinenza, di un infisso:

 

a) infisso -in gall ---------o

                                           in -a

eroe/ eroina, zar/ zarina...


 

b) infisso – ess princip ----------e

                                                        ess -a


barone/ baronessa, conte / contessa, presidente/presidentessa, professore/ professoressa, studente/ studentessa...

 

3) Cambiamento della parte finale del nome, cioè del suffisso- desinenza.

Maschile e femminile hanno suffissi diversi.

at         - tor -e

            - tric -e

imperatore/ imperatrice, lavoratore, lavoratrice, lettore/ lettrice, scrittore/ scrittrice...


 

Casi particolari

a) ci sono nomi che hanno un'unica forma per il maschile e il femminile. La possibilità di distinzione è affidata allora all'articolo o all'aggettivo:

il cantante / la cantante …


 

b) Vi sono nomi di genere promiscuo, riferibili cioè a individui di entrambi i sessi:

 

la pantera, la scimmia, la balena, il serpente, il falco, il delfino

si potrà dire per specificare l' appartenenza a un genere:

la volpe maschio o il maschio  della volpe, il leopardo femmina o la femmina del leopardo...


 

c) un gruppo di nomi ha forme diverse per il maschile e il femminile. Si tratta dei nomi chiamati indipendenti:

uomo/ donna, maschi / femmina, padre / madre, fratello/ sorella, marito / moglie, genero / nuora, celibe / nubile...

 

 

Falsi cambiamenti di genere

 


 

La lingua italiana ha trasformato alcune parole, che pure derivano da un'origine comune, in modo tale che esse presentano una forma maschile e una femminile ciascuna delle quali ha significato del tutto autonomo.

Il buco ( foro ) la buca (fossa)

il cerchio ( la circonferenza) la cerchia ( dei monti, degli amici)

il cero ( grossa candela) la cera ( prodotta dalle api)

il corso ( flusso, strada ) la corsa ( l'atto del correre)

il gambo ( stelo di un fiore) la gamba ( arto inferiore)

il manico ( impugnatura ) la manica ( parte dell'abito)

il palo ( elemento fisso del terreno) la pala ( attrezzo)

il palmo (spazio tra il pollice ed il mignolo) la palma (albero)

il panno ( stoffa) la panna ( parte grassa del latte)

il pezzo ( piccola parte) la pezza ( stoffa)

lo spillo ( oggetto appuntito) la spilla ( oggetto ornamentale)

il suolo ( la terra) la suola della scarpa.

Altre parole invece hanno origine diverse, ma le trasformazioni subite le hanno poco alla volta rese uguali nell'aspetto, anche se hanno mantenuto la diversità di genere e di significato.

L'arco ( arma primitiva) l'arca ( scrigno forziere)

il busto parte superiore del busto la busta involucro per lettera

il collo parte superiore del corpo la colla ( adesivo)

il colpo urto, percossa la colpa mancanza

il limo fango la lima utensile

il pianto versare lacrime la pianta albero, mappa

il pizzo estremità appuntita, barbetta la pizza focaccia

il pollo animale la polla sorgente d'acqua

il torto sopruso la torta dolce e simili


 


 

Alcuni nomi, poi presentano addirittura due forme perfettamente uguali (uguali anche nella desinenza) , una di genere maschile e una di genere femminile, con significati completamente diversi ( gli omòfoni vedi unità 15 )

Il boa ( serpente) la boa (galleggiante)

il capitale ( patrimonio) la capitale ( città più importante)

il fine ( scopo) la fine termine

il fronte linea di combattimento) la fronte ( parte del viso)

il lama ( animale) la lama ( oggetto tagliente)

il pianeta ( corpo celeste) la pianeta ( paramento sacerdotale)

In questi casi soltanto l'articolo specifica il genere e quindi il significato del nome. In una frase di un discorso, invece, è il contesto che, in assenza di articolo, permette di stabilire il significato del nome e quindi il suo genere.

 

 

 

 

 

 

Il femminile nelle professioni

 

Ci sono nomi che indicano titoli, cariche, professioni che non hanno una forma femminile.

Questo non è un caso, ma lo specchio di una realtà sociale: fino a qualche anno fa era raro raro trovare donne che occupassero

posizioni dirigenziali o professionalmente prestigiose, da sempre riservate agli uomini.

Ed ecco, l'imbarazzo nel decidere la forma al femminile: avvocato, avvocatessa, donna avvocato, o avvocato Maria Rossi ?

E per il prefetto, il chirurgo, l'ingegnere, il deputato?

La desinenza essa è spesso sentita come leggermente ironica e spregiativa, tranne per ormai acquisiti professoressa e dottoressa.

Ma la desinenza – tora può funzionare ancora peggio: la questora, la difensora, non si distinguono certo per la loro eleganza

 

 

 

 





Esercizi di italiano su il nome genere




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