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nomi indipendenti - Grammatica italiana

Lezione e spiegazione su nomi indipendenti che spiegano i vari argomenti della grammatica italiana in modo semplice, accompagnate da esempi e immagini. Inoltre tanti esercizi per ogni lezione per capire immediatamente quanto compreso.

Spiegazione grammaticale

Formazione del femminile


 

I nomi di esseri animati seguono regole precise per il passaggio dal maschile al femminile:


 

♦  nomi in -o: i nomi che al maschile terminano in -o formano il femminile con la desinenza -a:


 

*   ragazzo- ragazza;       bambinobambina;


 

*  maestro- maestra;       gatto-gatta;       zio-zia;


 


 

♦   nomi in -a: i nomi che al maschile terminano in -a formano il femminile  aggiungendo al tema il suffisso -essa:


 

*  duca-duchessa;       poeta-poetessa;     profeta-profetessa;



 

♦   nomi in -e: i nomi che al maschile terminano in -e formano il femminile in diversi modi:

 

1)  alcuni prendono la desinenza  -a:


 

*    cameriere-cameriera;             infermiere-infermiera;                  signore-signora;


2) alcuni aggiungono al tema il suffisso  -essa:


*    conte-contessa;               leone-leonessa;


*    studente-studentessa;     principe-principessa;      elefante-elefantessa;


 

♦   nomi in -tore: i nomi in -tore formano il femminile in -trice:


 

*   spettatorespettatrice;        attore - attrice;     scrittore - scrittrice; autore - autrice;


 

   animatore-animatrice; imprenditore-imprenditrice;


 

però la forma femminile del nome dottore è dottoressa;


 

♦   nomi in -sore: i nomi in -sore formano il femminile aggiungendo -itrice al tema  dell’infinito del verbo da cui derivano:

*   difensore (da difend-ere) = difenditrice;   possessore (da possed-ere) = posseditrice

     evasore (da evad-ere) = evaditrice;

     però: professore - professoressa.

i femminili in -itrice vengono usati raramente, si preferisce ricorrere a un giro di parole, ( perifrasi ) per esempio:

 

colei che evade (evaditrice); colei che difende (difenditrice).


 

♦  nomi con radice differente:  alcuni nomi hanno radici differenti per il maschile e per il femminile.

Fanno pare di questo gruppo: i nomi che indicano rapporti di parentela:

  • fratello-sorella; marito-moglie; padre-madre; genero-nuora;

  • alcuni nomi di animali: toro-vacca; maiale-scrofa; montone-pecora; fuco-ape;


 

♦   nomi invariabili: questi nomi hanno un’unica forma per il maschile e per il  femminile.

Fanno parte di questa categoria i nomi di esseri animati in -ante, -ente, -ista, -cida, -iatra e alcuni nomi che indicano parentela,

amicizia o vicinanza:

*  il cantante-la cantante; il dirigente-la dirigente;

   il giornalista-la giornalista;

   il pediatra-la pediatra; il nipote-la nipote;

   il consorte-la consorte; il collega-la collega;

   il parente-la parente; il pluriomicida-la pluriomicida.


 

Il genere di questi nomi si distingue solo sulla base dell’articolo e dell’aggettivo che li accompagna:


 

* un insegnante esperto un’ insegnante espertaun artista apprezzato, un’ artista apprezzata.


 

♦   nomi di alcuni animali:

 

alcuni nomi di animali sono di genere promiscuo, hanno un’unica forma, o maschile o femminile, con la quale si indicano sia il

maschio che la femmina:


 

* il serpente,              la tigre,              il falco,                il giaguaro,            la balena,               la rondine,


 

la iena, il corvo,        l ’usignolo,         il delfino,              lo scorpione.


 

Se è necessario specificare il sesso, si aggiunge maschio o femmina accanto al nome:


 

Il leopardo femmina sorveglia i suoi cuccioli.


 

casi particolari di formazione del femminile o del maschile:


 

a) alcuni nomi prendono la forma del diminutivo del maschile:


 

*  eroe-eroina;          gallo-gallina;              re-regina;               zar-zarina.


 

b) oppure formano il femminile in modo irregolare:


 


 

* cane-cagna;           dio-dea;                 fante-fantesca;               doge-dogaressa;


 

più raro il caso in cui il nome, originariamente femminile, prende al maschile la forma dell’accrescitivo:


 

*  capra (femminile)        - caprone (maschile);


 

   strega (femminile)-stregone (maschile).


 

 


 

Falsi cambiamenti di genere


 

Alcuni nomi si presentano come se fossero la forma maschile a la forma femminile la stessa parola. Si tratta di falsi cambiamenti di genere, in quanto i due nomi non hanno so stesso significato.

 

Nella tabella riportata sotto vi sono alcune delle coppie di parole più comuni che si comportano in questo modo:


 


 


 

L’arco (arma; struttura architettonica)

L’arca (cassa; la nave di Noè)

Il baleno (fulmine)

La balena ( mammifero marino)

Il balzo (salto)

La balza (tratto scosceso di un monte)

Il banco (mobile)

La banca (istituto monetario o)

Il branco (gruppo di animali)

La branca (settore del sapere)

Il buco (foro)

La buca (fossa)

Il busto (parte superiore del corpo umano)

La busta (involucro per lettere)

Il calo (diminuzione)

La cala ( insenatura marina)

Il cappello (copricapo)

La cappella (piccola chiesa o parte di essa)

Il casello (punto di entrata o uscita dalle autostrade)

La casella (casella postale o quadratino da annerire in un modulo)

Il caso (avvenimento accidentale, imprevisto)

La casa (abitazione)

Il cassetto (il cassetto di un armadio, di una scrivania, etc...)

La cassetta (piccola cassa per le merci)

Il cavalletto (sostegno per piani di lavoro, tele di pittori, macchine fotografiche, etc...)

La cavalletta (nome comune di molte specie di insetti saltatori, locusta)

Il cavo (incavatura)

La cava (luogo di scavo per l'estrazione di materiale roccioso)

Il cerchio (figura geometrica rotonda)

La cerchia (gruppo di persone)

Il cero (grossa candela)

La cera (prodotto delle api)

 

 

 

 

 

 

 

 

 





Esercizi di italiano su nomi indipendenti




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